L'illusione del teletrasporto

FIAB Pisa ribadisce che la variante sul quartiere di Porta a Lucca è inadeguata per quanto riguarda la mobilità.C'è ancora tempo per rimediare: basta volerlo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nei mesi scorsi FIAB Pisa ha presentato un'osservazione sulla variante stadio composta da sette punti al fine di segnalare diverse criticità riguardanti la mobilità. In sede di Commissione Urbanistica uno solo di questi sette punti è stato recepito, mentre gli altri sono stati considerati non pertinenti. Di fatto la variante urbanistica viene trattata come una pratica avulsa dall'organizzazione della mobilità, la quale è vista come una questione separata e secondaria, tanto che lo studio Pisamo-TAGES non viene nemmeno considerato parte della variante, ma solo un complemento accessorio. Ogni decisione riguardante la regolamentazione della circolazione e della sosta nel quartiere, o altre questioni trasportistiche, è rimandata a un secondo momento, a variante approvata, quando molti elementi non saranno più modificabili. L'assurdità di questo modo di procedere è raffigurata in maniera iconica da una slide illustrativa dove, su una veduta aerea di Pisa, lo spostamento dei tifosi dai parcheggi più distanti verso lo stadio è rappresentato da due grosse frecce gialle. Ma, in assenza di una linea di trasporto ad alta capacità, come si trasferiscono migliaia di persone dal parcheggio del PisaMover (o da Cisanello) fino a Porta a Lucca? Col teletrasporto? Inoltre, dato che lo spostamento del mercato non è all'ordine del giorno, problemi analoghi si presenteranno anche in occasione delle partite giocate di sabato, quando il parcheggio Paparelli non è disponibile: infatti anche in questo caso, per far tornare i conti bisogna includere parcheggi che si trovano molto distanti dallo stadio. I fautori di questa variante ostentano una fiducia assoluta nel fatto che col nuovo progetto i problemi si dissolveranno come nebbia al sole, ma tutti sanno che la realtà è spesso molto diversa dai rendering degli architetti, e in assenza di un piano di mobilità plausibile la zona intorno allo stadio continuerà ad essere in balia del parcheggio selvaggio, vanificando gli interventi di riqualificazione. Risulta infatti poco utile realizzare nuove piste ciclabili se poi si permette che vengano usate come parcheggi, o costruire nuovi marciapiedi che verranno distrutti dai SUV che ci montano sopra. È un grossolano errore pensare di poter procedere per compartimenti stagni, tenendo separate le questioni urbanistiche da quelle della mobilità, e anzi rimandando le scelte sulle strategie trasportistiche a quando quelle urbanistiche saranno già cristallizzate. Si rischia infatti di partorire un aborto, destinato a non veder mai la luce o -peggio- a tradursi in una realizzazione pasticciata che crea più problemi di quanti ne risolva. Noi speriamo che, prima del voto finale in Consiglio Comunale tra qualche settimana, si corra ai ripari affrontando seriamente le problematiche legate alla mobilità. I margini per offrire al quartiere di Porta a Lucca una reale riqualificazione ci sono ancora, anche se sempre più stretti.

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