La Chiesa Evangelica Valdese dice sì alla moschea

La Chiesa valdese di Pisa a favore della libertà di culto per tutti: anche i mussulmani di Pisa hanno diritto ad avere un luogo di preghiera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Chiesa Evangelica Valdese sostiene con convinzione il diritto di tutte le confessioni religiose a praticare il proprio culto pubblicamente in piena libertà e in condizioni dignitose, consone al ruolo fondamentale che tale momento assume per una piena espressione della spiritualità di ogni essere umano. A questo proposito, la costruzione di una Moschea in Pisa ci pare necessaria per l’effettivo esercizio della libertà religiosa nella città e nel suo circondario. La Chiesa Valdese di Pisa, pertanto, invita tutte le Chiese cristiane a condividere la giusta battaglia per una compiuta applicazione dell’art. 8 della Costituzione Italiana nel nostro territorio. I cristiani evangelici in passato, quando per le istituzioni religiose era normale invadere l’ambito mondano, hanno sempre sostenuto e promosso il ruolo autonomo della Stato e delle istituzioni pubbliche nel governo del mondo. Tale ruolo sottende la responsabilità di rispondere ai problemi secolari ampliando lo spazio della legalità, perché tutti possano vivere in libertà secondo la legge e non contro di essa. La moschea, per le istituzioni locali, non può che essere il luogo legittimo e pubblico in cui i fedeli musulmani potranno vivere la loro libertà religiosa alla luce del sole, secondo la costituzione repubblicana. E’ doveroso, dunque, che l’amministrazione comunale mantenga gli impegni presi a suo tempo. Di fronte alle difficoltà del tempo presente, come chiesa di Gesù Cristo, non possiamo che pregare Dio perché illumini tutti coloro che sono caricati di gravose responsabilità e doni loro il necessario discernimento. Costituzione italiana: Articolo 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

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