'La Piadona' apre a Porto: successo per il made in Italy nato a Pisa

Ad ottobre la piadineria con due punti vendita in città è sbarcata nella città portoghese. La prima apertura fu nel 2009 in via Rigattieri, ecco la sua storia

Una scommessa sulle proprie origini, da parte dei titolari, che all'ombra della Torre di Pisa hanno scritto la loro storia di successo. E' così che è nata 'La Piadona', marchio registrato dei due imprenditori Claudio Bruschi e Carlos De Sousa, pisani adottati che insieme hanno aperto nel 2009 uno dei locali di street-food più apprezzati dagli studenti e non solo. Lo scorso ottobre la piadineria ha inaugurato la sua terza sede sotto un'altra torre, quella dei Chierici, nella turistica Porto, in Portogallo. Campeggia nel negozio una raffigurazione storica di Pisa, in ricordo delle propria 'patria natìa'.

'La Piadona' di Porto si trova in pieno centro, in rua Santa Teresa, ed ha 8 dipendenti. A Pisa, fra i due punti vendita di via Rigattieri e via Mercanti, gli impiegati sono 16. "Abbiamo scelto Porto - spiega Carlos - perché è una meta turistica rinomata, volevamo esportare i prodotti italiani ed avere una vetrina internazionale importante". Ad aiutare nell'impresa il 36enne, già vincitore nel 2009 del premio 'Giovani imprenditori' di Confcommercio, il suo essere madrelingua portoghese, aspetto 'tradito' dall'accento 'brasil-pisano'. "Sono originario di Rio De Janeiro, sono sposato da 10 anni con una donna di Pisa e mia nonna era italiana, di Forlì. Lei, da emigrata, faceva piadine fra Brasile ed Argentina".

Dopo aver lavorato al Pappafico come bagnino, più altre occupazioni, "sono capitato a Rimini in vacanza ed ho assaggiato la mia prima piadina. Mi è piaciuta e così, dopo averci pensato un po', con i risparmi di una vita abbiamo fatto questa scommessa". La storia della società con Claudio parte dalla loro conoscenza casuale: "La mia ex moglie era amica di Carlos - racconta il 64enne, nato in provincia di Lodi ma vissuto sempre (prima di Pisa) fra Piacenza e Parma - ho lavorato per 30 anni come tecnico di installazione di grandi impianti diamantati per il taglio di materiali, girando il mondo. Poi mi sono stancato. Con Carlos ci abbiamo pensato circa un anno prima di avviare questa impresa, poi siamo partiti con la società nel novembre 2008 ed abbiamo aperto nel febbraio seguente. Nessuno ci credeva all'inizio, poi dopo 6 mesi avevamo le code all'ingresso in via Rigattieri".

Il secondo punto vendita in via Mercanti arriva nel 2011. La coincidenza decisiva è stata la 'tradizione familiare': "La ricetta che usiamo per la piadina è quella di mia nonna - racconta Claudio - poi mio nonno aveva un salumificio negli anni '60, grazie a questo ho le conoscenze sui prodotti ed i contatti per le forniture dirette. E' importante perché ci permette di contenere le spese ed offrire qualità ad un prezzo contenuto. E' un aspetto a cui tengo: materie prime dop, di eccellenza, affettati tagliati al momento, impasto fatto ogni giorno con una farina emiliana. Ad esempio a Porto spedisco i pallet con tutti i prodotti tipici per caricare il magazzino".

All'inizio erano due i dipendenti, con entrambe i titolari a lavorare in negozio. "Siamo stati in crisi - racconta ancora Claudio - ma per il troppo successo. Dovevamo trovare in fretta un modo per rendere sostenibile il servizio. Così la mia conoscenza dei processi industriali ha aiutato: chiesi ad un mio amico un sistema per automatizzare le ordinazioni, così ci siamo dotati dei computer che oggi sono fondamentali". E gli affari vanno bene, anche a Porto: "C'è curiosità e stiamo avendo successo in questa nuova scommessa - aggiunge Carlos - così come fu per Pisa quasi 10 anni fa: né qui né in Portogallo c'era niente di simile. Stiamo pensando di ampliare facendo delle società per aprire altri locali, vogliamo espanderci tipo franchising". "Abbiamo registrato il marchio 'La Piadona' - conclude Claudio - speriamo di averci visto lontano".

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