Ladri al Bazeel da Vicolo delle Donzelle: "E' un continuo"

Nuovo raid nella notte all'esercizio in Piazza Garibaldi. I malviventi hanno forzato la porta sul retro e rubato il fondo cassa

Le foto pubblicate dal titolare Dario De Nigris

Aumentano i controlli, ma la fascia oraria serale-notturna resta sguarnita e i ladri ringraziano. Resta problematica la questione sicurezza in centro storico, ed in particolare in alcune vie interne, come Vicolo delle Donzelle. E' proprio qua che nelle prime ore di oggi, 13 febbraio, qualcuno ha (nuovamente) dato l'assalto al locale Bazeel di Dario De Nigris.

"Sono entrati dopo le 5 di mattina - racconta il titolare - hanno forzato la porta sul retro ed hanno portato via il cassetto del registratore di cassa, con dentro gli spiccoli del fondo cassa". Come accade in questi casi è più pesante il danno ed il disagio del furto rispetto la refurtiva, specie se la situazione è generalizzata e va avanti da tempo. "Un paio di settimane fa - prosegue Dario - non abbiamo fatto entrare nel locale delle persone, che poi ci siamo ritrovati nella notte a far danni sempre sul retro, aggredendo anche un dipendente. Il pomeriggio dopo erano ancora qua. Solo tre giorni fa in questo vicolo è stato aggredito un altro ragazzo a cui dei nordafricani hanno offerto della droga e lui ha rifiutato".

Le misure fin qui intraprese dalle istituzioni non sembrano giovare: "Il problema c'è quando ci sono le persone, gli studenti, cioè la sera e la notte. Ora (le ore 15 circa ndr) ci sono presidi di Vigili Urbani e pure Esercito, ma poi, quando servirebbe, i controlli si riducono. E' un peccato, a breve inizia la stagione turistica ed il problema del centro storico non sembra risolversi. Un brutto biglietto da visita per i turisti".

De Nigris ha fatto tappa dai Carabinieri per la denuncia, poi incontrerà le associazioni di categoria: "Insieme ad altri commercianti del centro avremo fra pochi giorni un incontro con l'assessore alla sicurezza Giovanna Bonnano, poi vediamo di sentire anche la Questura. Dobbiamo trovare il modo di organizzarci, attivare sistemi di tutela come lo sguardo di vicinato magari. Abbiamo bisogno di un coordinamento, vediamo cosa si può fare, perché questa insicurezza è un disagio generalizzato che ci colpisce tutti".

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