Diga Santa Luce: quasi pronto il nuovo piano d'emergenza

Si tratta del protocollo di protezione civile da far scattare per la gestione di situazioni di criticità. Il gruppo di lavoro ha presentato la bozza del nuovo piano, consultabile per eventuali osservazioni

Giunto al ‘giro di boa’ il ‘cantiere’ per l’aggiornamento del ‘piano d’emergenza’ (in pratica il protocollo di gestione di situazioni di criticità) della diga di Santa Luce, sul fiume Fine. Promotrici dell’iter di revisione le due Province geograficamente interessate, Pisa e Livorno: la bozza della nuova versione, predisposta da un tavolo tecnico ad hoc, si appresta (questione di giorni) ad essere adottata dai rispettivi consigli provinciali; quindi si aprirà una fase di confronto con il territorio, per eventuali osservazioni e modifiche; infine, il testo risultante tornerà nelle aule consiliari per l’approvazione.

A illustrare gli obiettivi dell’iter in svolgimento sono, per le stesse Province, i relativi assessori alla protezione civile, Maria Teresa Sposito (Livorno) e Valter Picchi (Pisa). “L’esigenza di adeguamento del piano - spiegano - è quella di definire procedure di pronto intervento che abbraccino tutti i territori potenzialmente coinvolti in scenari di rischio legati alla diga. Nella sua versione attuale, infatti, il piano riguarda il solo bacino pisano: si tratta dunque di operare un ‘naturale’ e doveroso perfezionamento dei suoi contenuti, andando a considerare anche le specificità delle aree livornesi e recependo in tal senso anche un invito giunto dalla Prefettura di Livorno su istanza del Comune di Rosignano”.

E’ proprio in questo quadro che, per la revisione del documento operativo, è stato istituito un apposito gruppo di lavoro, di cui fanno parte rappresentanti delle due stesse Province, dei Comuni di Castellina, Rosignano e Santa Luce, del Centro intercomunale di protezione civile Colline Marittime e Bassa Valdicecina. Il tavolo tecnico ha concluso il suo compito giusto nei giorni scorsi e presentato la bozza del nuovo piano d’emergenza: ora come si è detto, se ne attende l’adozione in sede di consigli provinciali; dopodiché il testo, sul quale verrà data massima informazione, sarà reso consultabile da parte di tutti i soggetti interessati, al fine di permettere loro di presentare eventuali osservazioni in tempi e modi previsti. Infine, una volta chiusa anche questa fase di confronto, la stesura risultante sarà sottoposta all’approvazione delle assemblee consiliari.

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