Studente fuori sede contro Pisa (e i pisani): "Il bigottismo e il perbenismo dilagano"

Alessandro, un universitario toscano fuori sede, ha inviato a Pisatoday una lettera in cui racconta cosa vede ogni giorno in città e accusa i cittadini di denigrare chi invece porta ricchezza, come appunto gli studenti: "Non riconosco nemmeno un briciolo di me in voi"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera che uno studente fuori sede, Alessandro, ci ha inviato e che contiene riflessioni su situazioni che egli stesso vede ogni giorno a Pisa. Una lettera dura e piena di critica nei confronti della città della Torre e di chi la abita. Abbiamo deciso di riportarla per rappresentare il punto di vista di chi vive la città, pur non essendo pisano.

"Sono uno studente fuori sede. Sono Toscano.
Questo che inizia sarà il terzo anno di vita che trascorrerò a Pisa. Città di cui ho sempre sentito parlare male. Città odiata in tutta la regione.
Quando sono arrivato, mi sono promesso di ricredermi e abbattere questo pregiudizio. Studio ingegneria, studio. Poi la sera, soprattutto il fine settimana mi vedo con compagni di corso del Sud.
Questo anno ho incominciato a leggere e osservare ciò che fanno i cittadini pisani per questa città.
Vedo una città deserta di pisani, ricca di studenti fuori sede, che portano ricchezza.
Vedo le strade del fine settimana vuote di dialetti a me familiari.
Vedo manifestazioni da parte di "cittadini" atte a riappropriarsi di luoghi cari agli studenti, a me compreso, dove al massimo passano una volta a settimana.
Penso a Piazza dei Cavalieri, fucina di incontri, di conoscenze. Luogo di agglomerazione come nessun altro a Pisa.
Vedo una piazza meravigliosa frequentata ogni sera, soprattutto nel fine settimana quando i numeri si alzano, da almeno un migliaio di persone.
Vedo sporcizia a terra, vedo bicchieri e bottiglie.
Guardo la mia mano dove è un bicchiere vuoto, una bottiglia vuota.
Mi guardo intorno, in questa piazza immensa, e non vedo un cestino.
L'ho visto solo due sere: le due sere delle manifestazioni del quartiere S.Maria.
Mi dico (abituato alla mia gente, non credendo di essere molto diverso da voi, in quanto ad origini e modo di pensare) "sicuramente la gente si arrabbierà perché in una piazza dove vi è tutta questa affluenza di persone non c'è nemmeno un cestino".
E invece, con grande stupore, leggo accuse, cattiverie gratuite, ghettizzazioni nei confronti di chi, per vostra fortuna o sfortuna (decidete voi), non solo porta ricchezza ma rende anche viva una città altrimenti deserta.
Il nemico comune unisce il popolo. Questo lo dicevano i romani, speravo fosse un capitolo ormai superato. Invece no.
Purtroppo mi sono dovuto convincere che questa è una città che mira solo alla superficie.
Gente che preferisce avere la coscienza a posto e non risolvere i problemi, piuttosto che risolverli, pur venendo meno a qualche (chissà quale, poi) valore.
Se così siete, non ho più niente da ridire a chi mi dice che sono ormai uno di Pisamerda, tranne il fatto di ribadire la mia distanza dal vostro modo di pensare.
Sono davvero dispiaciuto.
Una città con il 50% di popolazione composta da studenti provenienti da tutta Italia credevo fosse il luogo più virtuoso, più aperto. Invece no.
Il bigottismo, il dilettantismo e il perbenismo dilagano fra voi cittadini ben pensanti mentre un'amministrazione comunale indegna continua a decidere sul futuro della vostra, e mia, città.
Complimenti, siete lo stereotipo di voi stessi.
Mi sento davvero deluso da quello credevo essere la mia gente: la gente del "facciamo", del "risolviamo", del "benvenuto".
Non riconosco nemmeno un briciolo di me in voi".

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