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Licenziamenti Camp Darby: la Cisl pronta a denunciare il Governo Usa

La Cisl considera antisindacale il comportamento tenuto dagli americani che non hanno rispettato la normativa vigente italiana, violando l'obbligo di coinvolgere i sindacati nella procedura

Redazione 15 giugno 2012

Una denuncia per comportamento antisindacale è in arrivo per il Governo Usa. Questa infatti l'intenzione della Cisl, schierata dalla parte dei lavoratori della base americana di Camp Darby alle prese con 67 licenziamenti.
"Nei prossimi giorni - spiega il sindacato - sarà presentato al Giudice del lavoro di Pisa il ricorso ai sensi dell'articolo 28 della legge 300 del 1970". Secondo la Cisl, infatti, il sindacato "é stato escluso dalla procedura attraverso la quale si è pervenuti al licenziamento collettivo di 67 dipendenti (di cui 12 ricollocati) e ciò è avvenuto anche in violazione della legge 223 che prescrive l'obbligo di coinvolgere i sindacati nella procedura e verificare la sussistenza delle cause che hanno prodotto gli esuberi di personale".

La vertenza è sostenuta dalle segreterie generali di Pisa e Livorno della Cisl. Il segretario provinciale livornese, Giovanni Pardini, ha sottolineato che "la provincia livornese sta vivendo una situazione drammatica dal punto di vista occupazionale, che potrebbe creare gravi ripercussioni sociali nei prossimi mesi, ed è quindi inaccettabile l'atteggiamento tenuto dal comando americano della base". Anche il segretario pisano Gianluca Federici ha stigmatizzato il comportamento dei vertici Usa: "Si sono comportati peggio di una qualsiasi multinazionale, tradendo la responsabilità sociale che pure avevano dimostrato in tutti questi anni di permanenza sul suolo italiano".

Nelle scorse settimane infatti a 67 lavoratori italiani sono state recapitate le lettere di licenziamento dopo il declassamento di Camp Darby, divenuta guarnigione satellite della base Dal Molin di Vicenza: per 12 di loro c'é stata un'immediata ricollocazione, mentre restano 55 esuberi sulla pianta organica. Per 17 lavoratori si procederà al licenziamento diretto, mentre ad altri 39 è stato proposto un trasferimento a Vicenza, anche se, spiega Claudio Croce, delegato Cisl di Camp Darby, "a parità di trattamento economico, ovvero mediamente 1.200/1.300 euro mensili, ma con il solo trasporto del mobilio pagato in caso di trasferimento a Vicenza, mentre è stato scandalosamente proposto un indennizzo di 18 mila euro a chi tra questi decidesse di firmare le dimissioni volontarie dunque perdendo la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali".

"Noi - conclude Manrico Bandinelli, anche lui delegato sindacale Cisl a Camp Darby - chiediamo solo il rispetto dei trattati internazionali che sanciscono, anche per il Governo Usa, il rispetto della normativa vigente italiana. Esattamente ciò che in questo caso non è stato fatto". Intanto oggi pomeriggio i lavoratori manifesteranno all'esterno della base contro i licenziamenti e lo faranno in concomitanza con l'inaugurazione della festa italoamericana che da anni si svolge all'interno di Camp Darby e aperta al pubblico. Dalle 17.30 alle 20.30 i dipendenti italiani distribuiranno volantini ai visitatori perché, dicono, "per noi non c'é niente da festeggiare". (fonte Ansa)

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