Degrado a Madonna dell'Acqua, un residente: "Frazione dimenticata dall'amministrazione"

Sporcizia, incuria, mancato intervento contro la prostituzione: questi i problemi evidenziati da un residente nella frazione del comune di San Giuliano Terme

"Il sindaco Sergio Di Maio si è dimenticato di una frazione del comune da lui amministrato?". E' questo il grido d'allarme lanciato da Riccardo Maini, residente a Madonna dell'Acqua, che intende portare all'attenzione del primo cittadino del comune termale una serie di problematiche che da tempo stanno caratterizzando la frazione.

"Sono amareggiato e rammaricato nel vedere da anni in via delle Camelie e via delle Orchidee una zona di cantiere disastrata - spiega il cittadino - vergognosamente abbandonata con palizzate divelte, reti di protezioni strappate, marciapiedi dissestati, senza una pur che minima manutenzione del prato, lasciato alla totale incuria". L'accusa nei confronti dell'amministrazione guidata da Sergio Di Maio è chiara e diretta: "L'attuale amministrazione comunale ha dimenticato i residenti di Madonna dell'Acqua e niente fa per mantenere un minimo di decenza e di decoro". I problemi non sono circoscritti alle due vie specificate da Maini, ma si riscontrano anche in altre zone del paese. "Al semaforo tra la SS Aurelia e via delle Palanche vi è una struttura ricettacolo di uno scarico abusivo che l'amministrazione sembra non voler vedere, così come il vecchio albergo in via Martraverso che in un passato recente ha visto l'alloggio, in una struttura inagibile e pericolosa, di varie persone". "In aggiunta a ciò - sottolinea Riccardo Maini - tutti i sabati e le domeniche sull'Aurelia c'è la presenza delle prostitute. Con annessi profilattici lasciati a terra dopo la consumazione".

Il residente di Madonna dell'Acqua conclude la sua denuncia con un auspicio rivolto all'attuale sindaco in previsione delle elezioni amministrative del prossimo maggio. "Spero che Di Maio si ricordi della nostra frazione all'approssimarsi delle elezioni. Aspettarsi i voti senza ascoltare le parole dei suoi concittadini non sarebbe sicuramente un bel segnale". "Qualora il primo cittadino sollevasse legittimi dubbi e difficoltà di intervento su suolo privato - aggiunge - ricordo che basterebbe fare un'ordinanza comunale per l'abbandono e deposito dei rifiuti ai sensi dell'articolo 192 del Testo Unico dell'Ambiente".

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