'Disobbedienza civile' contro le ordinanze antidegrado: la maggioranza contro Danti

Una bocciatura unanime all'operato dell'ex assessore della Giunta Filippeschi. Sabato sera è sceso in strada insieme agli studenti

Bocciatura unanime da parte dei capigruppo della maggioranza in Consiglio Comunale sulla lotta, portata avanti dall'ex assessore alla Cultura e insegnate al liceo 'Dini' Dario Danti, contro le ordinanze antidegrado promosse dall'amministrazione comunale di Pisa.

Canti e musica contro le ordinanze antidegrado: studenti in piazza

"Il professor Danti dovrebbe passare più tempo con i propri studenti, ad educarli al rispetto delle regole, e non a dedicarsi a sterili e inutili siparietti - attacca Alessandro Bargagna, capogruppo della Lega - un docente dovrebbe essere, prima di tutto, un educatore e il primo a dare il buon esempio; è a scuola che si impara a diventare i cittadini del domani e Danti dovrebbe pensare a potenziare la coscienza civica degli studenti. L’educazione al rispetto delle regole e delle persone ma anche al senso di responsabilità civile dovrebbe essere l’impegno primario di un professore per contribuire alla costruzione di una società migliore dove gli interessi della collettività prevalgano sui privilegi dei singoli. La nostra è una città che per decenni è stata abbandonata al degrado, alla mancanza di regole e soprattutto al rispetto delle stesse. Intendiamo andare avanti per questa strada e non ci fermeranno certe antistoriche goliardate".

Rincara la dose Gino Mannocci di Pisa nel cuore: "Danti non ci stupisce. Per lui il problema a Pisa non è evidentemente la crisi del lavoro, la deriva inesorabile spinta dalle multinazionali per una spaccatura della società in due tronconi, classe dominante ricchissima e classe subalterna poverissima: no, per lui il problema è assicurargli 'la convivialità' in Piazza Cavalieri e dintorni, non disturbargli l'aperitivo o meglio 'l’ape' come lo chiamano i ragazzi. Non ci stupisce, è il motivo per cui la sinistra ha perduto la rappresentanza delle classi umili, della piccola e media borghesia che sgobba tutto l’anno per sostenere il Paese e restituirgli quella dignità (quasi) perduta: il sindaco, la Giunta e la maggioranza tutta si propongono questo, ripartendo dalle piccole cose ma significative, ripartendo da una fruizione dei beni comuni (piazze comprese) rispettosa dei beni stessi e delle sensibilità di tutti, siano essi studenti, ragazzi o cittadini (senza distinzione tra pisani e non pisani, tra residenti e studenti) che la mattina devono andare a sgobbare e non tirare tardi insozzando la città".

"Credo che alla figura dell'ex assessore Danti si sia data anche troppa importanza, ritengo che la sua azione di 'disobbedienza civile' nei confronti dell'ordinanza sindacale antidegrado sia davvero pretestuosa per attirare su di sé attenzione a fronte dell'oblio nel quale la città lo aveva relegato - afferma Giulia Gambini di Noi Adesso Pisa Fratelli d’Italia - mi fa molto sorridere leggere che abbia architettato tutto, farsi prima multare, per ottenere un provvedimento da impugnare e poi vederlo chiedere i soldi per pagare il contributo unificato di 650 euro per proporre il ricorso straordinario davanti al Presidente della Repubblica. Ma se ritiene tanto ingiuste le ordinanze sindacali come mai non sono state impugnate avanti al TAR e ne ha chiesto la sospensione in via cautelare? Forse perché sa che i provvedimenti adottati dal sindaco Conti sono pienamente legittimi, adottati nel rispetto delle forme di legge, partendo dalla loro durata limitata nel tempo".
"Sinceramente continuo a non capire l'atteggiamento del prof. Danti: come mai non si è indignato in tutti questi anni di fronte allo scempio che quotidianamente i frequentatori lasciavano nella Piazza dei Cavalieri e non solo? Come mai non si è indignato di fronte alla vendita abusiva di alcoolici o alla forte attività di spaccio praticata in quelle zone? - si chiede ancora Gambini - forse perché non gli faceva comodo essendo parte della maggioranza o perché, cosa ancora più grave, non riteneva che fossero situazioni contrarie al senso civico, da condannare e da combattere, perché si sa benissimo che sono queste le condotte che si vogliono colpire con tali provvedimenti, non prendiamoci in giro e non ci prenda in giro".

"Non so se il professor Dario Danti, ex assessore comunale, voglia veramente cambiare l’ordinanza antidegrado o se invece cerchi solo visibilità - conclude Riccardo Buscemi, capogruppo Forza Italia - un provvedimento amministrativo si impugna nelle sedi opportune; esiste, come ben sa il professor Danti, anche un iter previsto dallo Statuto Comunale per l’esercizio del Diritto di Partecipazione. Coi boccagli si va poco lontano, a parte suscitare l’ilarità generale della città".

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