Malamovida in centro, dopo i cartelli 'Vendesi' i residenti insistono: "Non è cambiato niente"

Il Gruppo di lavoro residenti e commercianti 'Vendesi' ed i comitati cittadini chiedono un incontro a Questore e Prefetto

Lo scorso ottobre in Piazza delle Vettovaglie e zone limitrofe i cartelli con scritto 'Vendesi' apparvero sulle porte di esercizi commerciali ed abitazioni nella manifestazione che ripresentò per il centro storico l'annoso problema della malamovida, legata anche alla sicurezza, in particolare per lo spaccio. Appoggiò l'iniziativa il Coordinamento dei comitati cittadini, parlando della necessità di un 'patto di civile convivenza', per concordare con tutti i soggetti coinvolti le misure preventive e di controllo da applicare. 

A distanza di alcuni mesi, il Gruppo di lavoro residenti e commercianti 'Vendesi' ed i comitati cittadini tornano a denunciare che "la situazione di degrado e insicurezza che infesta la zona di Piazza delle Vettovaglie e limitrofe non è migliorata. I vicoli del centro storico, dal giovedì al sabato, sono latrine pubbliche come lo erano prima; il sonno dei residenti e la loro salute è costantemente disturbata dagli avventori dei locali, liberi di proseguire con i loro schiamazzi sino alle sei di mattina; alcuni locali continuano a mantenere musica ad alto volume ben oltre i limiti orari consentiti; soprattutto, prosegue indisturbato il mercato cittadino degli stupefacenti: questo si svolge, serenamente, sotto le abitazioni, in prossimità dei portoni, di fronte agli esercizi commerciali, i pochi sopravvissuti, all'infuori dei locali notturni che alimentano le notti alcoliche. Gruppi di dieci o più spacciatori proseguono indisturbati la loro attività: gli interventi, molto rari, delle forze dell’ordine interrompono gli affari per poco più di un’ora; rapidamente riprendono".

"Gli stessi residenti - incalza la nota congiunta - sono minacciati, se ad esempio legittimamente reagiscono, esasperati, quando le contrattazioni per gli stupefacenti si svolgono quasi dentro i portoni dei palazzi. Così, il più delle volte, l’unico atteggiamento possibile per i residenti è la contemplazione avvilita e silenziosa di un mercato illegale, fiorente e incessante, portato avanti da quelli che ormai possono essere considerati, a tutti gli effetti, autentici commercianti di prossimità".  

"L’amministrazione comunale - è la considerazione - non ha ancora assunto degli impegni formali con riferimento alla piattaforma di proposte formulata dai comitati di cittadini e residenti del centro storico; dobbiamo, comunque, registrare da parte del sindaco e dell’assessore Bonanno una sensibilità rinnovata in relazione a questo lacerante fenomeno. Auspichiamo che questa sensibilità si traduca nell’adozione di quelle misure concrete che abbiamo indicato nella nostra piattaforma (ad es. modifiche al Regolamento di Polizia Municipale; campagne costanti di controllo della regolarità amministrativa sugli esercenti commerciali; istituzione di un tavolo permanente, presieduto dal sindaco o da delegato, per il monitoraggio del fenomeno, in tutte le sue implicazioni). I pellegrinaggi notturni, accompagnati da fotografi e giornalisti, se possono contribuire a sensibilizzare la comunità su questa sconcertante realtà, non risolvono comunque i problemi…e presto o tardi si trasformano in superflue apparizioni mediatiche".

I residenti parlando di un "grande assente" nel contrasto alla malamovida, l'autorità. Cioè Questura e Prefettura. Ed è per questo che chiedono "un incontro con il Prefetto e con il Questore per far conoscere dettagliatamente ciò che accade nella terra di nessuno, partendo dall’attuazione delle misure previste nella piattaforma già trasmessa al sindaco, per la parte riguardante le richieste sull’ordine pubblico". 

La critictà avvertita dai comitati è che "nessuna azione concreta, idonea ad arginare il fenomeno, è stata sinora adottata, all’infuori del consueto presidio di forze dell’ordine in Piazza Garibaldi, dalle ore 20 circa alle ore 23, neanche tutti i giovedì e i sabato; e di pochi limitati interventi della polizia giudiziaria. Del resto, il presidio di forze dell’ordine in Piazza Garibaldi si rivela inevitabilmente inutile, sia per gli orari in cui si svolge dato che la malamovida inizia ben oltre le ore 23, così come il commercio al dettaglio di sostanze stupefacenti, sia perché una presenza fissa non consente il controllo delle zone dove realmente si concentrano le attività illegali. Rischia, in buona sostanza, di trasformarsi in un’inutile parata di mezzi e uomini, che potrebbero essere impiegati, se ci fosse un programma razionale di controllo che al momento non c’è, in altre attività, esattamente nelle zone lacerate dal traffico di stupefacenti e dai comportamenti legati alla malamovida: assalti notturni alle saracinesche di negozi; schiamazzi sino alle sei del mattino, con veri e propri cori da stadio; utilizzo di luoghi pubblici come orinatoi, latrine e, sovente, anche per pubblici atti sessuali".

Torna quindi la proposta "rivolta al Prefetto e al Questore perché si stabilisse un presidio fisso di pubblica sicurezza, interforze, nelle zone maggiormente interessate, soprattutto nei giorni dal giovedì al sabato. Un presidio fisso -ribadiscono - non già una parata di mezzi e uomini".

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