Maleodoranze a San Piero a Grado, cittadini esasperati: sindaco pronto all'ordinanza

Sono in corso gli accertamenti per individuare la causa dell'odore che da giorni si avverte anche in molte zone di Pisa. Nel mirino lo spandimento fanghi

Un odore intenso, un fastidio per gli abitanti di San Piero a Grado e La Vettola che da giorni lamentano maleodoranze che rendono l'aria irrespirabile. Un odore acre avvertito in alcuni momenti anche in altre zone della città.

Accertamenti effettuati, nella zona, da personale del comando Carabinieri Forestale di Pisa avevano evidenziato la presenza di diversi camion che trasportavano materiale per trattamenti agronomici, già in corso da alcuni giorni, presso un'azienda agricola a San Piero a Grado.
E' così scattato lo scorso 6 settembre un sopralluogo congiunto tra personale del Comando Carabinieri Forestale di Pisa, personale dell'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) Toscana-Umbria ed Arpat, presso l'azienda. Gli accertamenti hanno permesso di rilevare che sui terreni dell'azienda (oltre 200 ettari) erano in corso trattamenti agronomici effettuati mediante spandimento di 'gesso di defecazione' proveniente da una ditta di Brescia. Al momento del sopralluogo erano presenti sul posto tre camion in attesa di scaricare la sostanza.

"Lo spandimento - come sottolineano da Arpat - era effettuato direttamente sul terreno, senza alcun trattamento preventivo (aratura), mediante dispersione in aria e ricaduta; il terreno, per quanto riferito, sarebbe stato ricoperto entro le 24 h successive al trattamento; il materiale evidenziava un odore fecale piuttosto intenso e persistente, particolarmente acuto nella zona di dispersione".

Nel corso dell'accertamento, il personale ICQRF ha effettuato il campionamento del 'gesso di defecazione' da destinare ad accertamenti per la verifica della rispondenza alla normativa di settore. "Il 9 settembre, personale del Dipartimento di Prevenzione, AF Igiene Pubblica e Nutrizione dell'Azienda USL Toscana Nord Ovest - affermano ancora da Arpat - ha effettuato un sopralluogo sia presso le zone indicate da un esponente sia presso l'azienda agricola. Nel corso del sopralluogo sono state rilevate le maleodoranze lamentate e confermate le evidenze raccolte da Arpat".

“Stamattina (mercoledì, ndr) ho subito attivato gli uffici - commenta il sindaco Michele Conti - per approfondire la causa di questi effluvi e per avviare le verifiche del caso. Sono pronto, all’esito dell’istruttoria e delle verifiche che mi risultano in corso di svolgimento anche da parte degli altri enti pubblici preposti, a emettere un’ordinanza per contrastare pratiche sconvenienti per la collettività, che creano disagio e allarmismi nella popolazione. Se poi si trattasse, come qualcuno sostiene, di spandimento di fanghi da depurazione su terreni di proprietà privata, la mia azione sarà ancora più incisiva; ritengo infatti che l’interesse pubblico vada tutelato fino in fondo, soprattutto a fronte di un privato che per inseguire un dubbio profitto mette a rischio la salubrità dell’ambiente, oltretutto in una zona delicata e considerata pre Parco, al confine con il territorio di competenza del parco di San Rossore – Migliarino”.

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