Malore per il direttore di Apes Giorgio Federici: salvato dal massaggio cardiaco

I momenti drammatici dell'arresto cardiaco e dell'intervento provvidenziale dei vicini di casa sono raccontati in una nota dall'assessore Ylenia zambito

Da sinistra Federici, Zambito e Bani

Un grave malore ha colpito il 57enne direttore dell'Apes Giorgio Federici, mentre si trovava nel cortile della propria abitazione con il cane. Un arresto cardiaco che avrebbe potuto avere conseguenze infauste, ma che grazie alla prima reazione dell'animale ed al successivo intervento di un vicino si è risolto per il meglio.

A raccontare i momenti drammatici è una nota dell'assessore Ylenia Zambito. Subito dopo il collasso "Federici è a terra, trema, é già incosciente. E il cane dà di matto, entra e esce di casa, ansima rumorosamente. Insomma richiama l'attenzione della moglie Mariangela che esce per cercare il marito e lo trova. Intuendo la gravità, urla dalla disperazione e richiama l'attenzione dell'amico e vicino di casa Roberto Catalano, carabiniere assegnato al servizio scorte".

"E' lui che salva Federici - scrive la Zambito - riuscendo a tenerlo in vita fino all'arrivo dei soccorsi, assieme all'altra vicina Claudia Farnesi infermiera professionale dell'Aoup che chiama il 118 e coordina le operazioni di soccorso. Il militare pratica un vigoroso, incessante, massaggio cardiaco all'amico. Per almeno 15 minuti, facendo appello alle sue forze e alle tecniche di primo soccorso imparate proprio per il mestiere delicato e pericoloso che fa, non si rassegna anche quando non sente riprendere il battito al polso e alla giugulare. Catalano spinge sul torace e non si arrende. Va avanti fino a quando non arriva l'ambulanza e solo allora le sue mani lasceranno il posto al defibrillatore che viene usato più volte, fino ad avere una ripresa del battito".

La situazione è grave anche durante il trasporto in ospedale racconta l'assessore: "Il viaggio verso Cisanello registra delle criticità che però medico e infermieri riescono a contrastare. Al pronto soccorso Federici arriva sempre gravissimo, ma anche qui la missione di salvargli la vita viene compiuta. E una volta stabilizzato e sedato, con la paura di conseguenze neurologiche, viene trasferito alla terapia intensiva di cardiochirurgia. Il risveglio, a distanza di 24 ore, dirà che Federici non ha riportato conseguenze, anche se il suo cuore avrà bisogno di terapie e particolari attenzioni".

La Zambito chiude considerando che "dovremmo tutti tentar di vivere rapporti di affetto e comunità con i vicini, così come dovrebbe essere molto più diffusa la formazione per interventi di primo soccorso anche ai comuni cittadini".

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