Primo Maggio contro la guerra: manifestazione a Camp Darby

In vista della mobilitazione del 2 giugno i 'Lavoratori e lavoratrici contro la guerra' danno appuntamento davanti alla base Usa: no alla 'ferrovia della morte'

Sarà una giornata di manifestazione quella del Primo Maggio a Camp Darby, un presidio promosso dai 'Lavoratori e lavoratrici contro la guerra', in vista poi della mobilitazione di maggior risonanza del 2 giugno. Un messaggio chiaro lanciato dagli organizzatori: il no alla guerra e il no alla cosiddetta 'ferrovia della morte', il nuovo tronco ferroviario che collegherà la base militare americana alla stazione ferroviaria di Tombolo per il trasporto di armi e munizioni.

"Mese dopo mese ci accorgiamo che sul nostro territorio le sensibilità contro guerra e militarizzazione sono sempre più flebili. Negli ultimi mesi vediamo crescere il disinteresse verso la militarizzazione strisciante del territorio, le Frecce Tricolori con gli aerei da guerra trasformati in spettacolo senza alcuna voce dissenziente, la Giornata della Solidarietà con i reparti speciali dell'Esercito e centinaia di bambini e ragazzi delle scuole senza contestazione alcuna" sottolineano i 'Lavoratori e lavoratrici contro la guerra' che si pongono come obiettivi quelli di "contrastare la deriva autoritaria che precarizza il lavoro e le nostre vite e denunciare la militarizzazione del territorio che impegna soldi a fini di guerra e a discapito di sanità, istruzione, welfare, salario e reddito".
Una sigla scelta non a caso sul tema della guerra e della militarizzazione dei territori. "I lavoratori sono stati sempre contro la guerra - sottolineano - ricordiamoci gli anni sessanta o settanta, sapevano opporsi alla guerra e allo stesso tempo lottare nei loro paesi per condizioni di vita e di lavoro dignitose, due temi non scindibili se vogliamo costruire un movimento di massa".

Poi il tema caldo della 'ferrovia della morte'. "Un anno fa abbiamo appreso casualmente che la Regione Toscana aveva dato il via libera alla costruzione di una ferrovia, ad usi esclusivamente militari, che collegherà Camp Darby all'aeroporto militare di Pisa - spiegano - da anni comando militare Usa e Nato chiedevano la possibilità di trasportare armi e supporti logistici via acqua e via ferrovia, non più lungo le strade dove il passaggio di convogli militari era stato, anni fa, contestato da pacifisti. Una richiesta storica accolta dalle istituzioni locali, prima con ingenti lavori per la navigabilità del Fosso dei Navicelli". Per il fronte del 'no alla guerra', "accrescere la profondità del Canale serve al momento soprattutto agli Usa che potranno in silenzio trasportare armi al porto di Livorno, porto da cui ogni mese partono navi destinati alle aree nevralgiche dove si trovano basi Nato e Usa. Sempre in questi giorni gli Usa hanno annunciato che la consegna di una parte della base Usa al demanio militare italiano è rinviata. Eppure per mesi era stato detto l'esatto contrario, ossia che gli Usa avrebbero restituito al Governo Italiano una piccola porzione della base".

"Gli Usa e la Nato hanno bisogno di riqualificare le loro basi militari, necessitano di infrastrutture per favorire il trasporto di armi e di logistica di guerra in tempi celeri e senza alcun controllo da parte degli enti locali di Pisa e di Livorno, che non hanno mai messo in discussione queste opere di militarizzazione del territorio, anzi le hanno semplicemente avallate - proseguono gli organizzatori della manifestazione a Camp Darby - hanno disconosciuto anche l'ordine del giorno approvato oltre 10 anni fa in Consiglio Comunale a Pisa che parlava di riconversione della base, ci sono consiglieri comunali dalla memoria labile che oggi dicono l'esatto contrario".

Poi la conclusione e l'invito alla partecipazione: "Si spendono soldi per la militarizzazione del territorio, soldi sottratti alle spese sociali, alla sanità, all'istruzione e alla ricostruzione delle aree terremotate che dopo anni sono ancora ridotte a cumuli di macerie. Il 1° Maggio non è una giornata di festa, i lavoratori e le lavoratrici non hanno nulla da festeggiare con quasi 4 morti al giorno sul lavoro, con la miseria crescente che ormai riguarda 5 milioni di persone, con la precarietà del lavoro divenuta precarietà delle nostre vite. Per questo diamo appuntamento davanti alla base Usa di Camp Darby alle ore 10.30".

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