Camp Darby: in presidio contro la 'ferrovia della morte'

Attivisti della sinistra radicale di Pisa e Livorno hanno aderito alla manifestazione promossa dalla Carovana delle donne per il disarmo

Manifestanti a Camp Darby

Quasi cento persone hanno partecipato questa mattina, sabato 9 dicembre, alla manifestazione pacifica promossa da Wilpf Italia, la Carovana delle donne per il disarmo, a Camp Darby contro la cosiddetta 'ferrovia della morte', ovvero il nuovo tronco ferroviario che collegherà la base militare americana alla stazione ferroviaria di Tombolo per il trasporto di armi e munizioni. Al sit-in hanno partecipato Rifondazione Comunista Pisa e Livorno, il Sindacato Generale di Base di Pisa, la Tavola della Pace Cecina, Emergency e la Rete dei Comunisti.

"Non si accontentano solo di realizzare la 'ferrovia della morte' ma costruiranno anche un ponte girevole sul canale dei Navicelli potenziando il 'Tombolo Dock', il molo da cui partiranno le armi che lungo il Canale dei Navicelli (dragato, potenziato e ristrutturato con soldi pubblici) arriveranno via acqua al porto di Livorno, dove un molo aspetta le navi civili e militari Usa per il carico delle armi - afferma in una nota il Sindacato Generale di Base - il cantiere dovrebbe aprire a breve, gli Usa devono tuttavia recepire le prescrizioni del Parco dietro cui si cela l'amministrazione comunale di Pisa, amministrazione che ha taciuto per un anno sull'accordo tra Usa e Governo Italiano e di fatto ha favorito l'opera accelerando i lavori lungo il canale dei Navicelli che in origine (a metà del sec XVI) venne pensato come canale per collegare Pisa al porto di Livorno". "Il costo della operazione Usa è di ben 45 milioni di dollari - proseguono da Sgb - si dice sia a carico degli Usa più altre spese (ingenti anche se non precisate) a carico dell’Italia".

"La costruzione della ferrovia avverrà solo abbattendo 1000 alberi nel parco naturale e addirittura sembra sia secretato il piano della Protezione Civile  che dovrebbe prevedere gli interventi necessari in caso di incidenti che coinvolgano mezzi, materiali o la stessa base - sottolinea ancora il Sindacato Generale di Base - cedere parti del territorio italiano consentendo agli Usa di utilizzarlo a fini di guerra resta per noi una decisione inaccettabile, i soldi spesi per la guerra potrebbero ricostruire le aree terremotate, restituendo una vita dignitosa alla popolazione che vive dopo mesi, anni, in alloggi provvisori e di fortuna". Per il Sgb è infine "vergognosa la subalternità dell'amministrazione comunale ai dettami militari\sti, vergognoso il silenzio del sindacato che ormai accetta e fa proprie le politiche di austerità e le scelte a favore della guerra".


 

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