Campo nomadi della Bigattiera, abitanti in marcia: "Siamo umani"

Un gruppo di persone che vivono nel campo hanno sfilato in corteo fino a raggiungere le scuole di Marina di Pisa: chiedono acqua, luce e scuolabus per i bambini. Il Comune: "Il trasporto scolastico agevola la presenza a scuola, ma non è il solo fattore"

La marcia degli abitanti del campo della Bigattiera (foto S. Bontempelli/Fb)

Una marcia per chiedere scuolabus, acqua e luce. E' quella degli abitanti del campo nomadi della Bigattiera che ieri hanno sfilato in corteo, a piedi, dal campo alle scuole di Marina di Pisa. Uno striscione con la scritta a caratteri cubitali 'Siamo umani' e poi la denuncia di un percorso pericoloso che i bambini dovrebbero compiere senza l'ausilio dei pullmini, dal campo a scuola. A piedi. Gli abitanti ricordano l'ordine del giorno approvato lo scorso agosto dal Consiglio Comunale con il quale si chiedeva a sindaco e Giunta di impegnarsi affinchè venissero ripristinati il servizio scuolabus per i ragazzi e le forniture di acqua e luce. Ma tutto è rimasto inalterato.

"Ricordando che la scuola dell’obbligo ha insito nella sua definizione il fatto che ci sia una responsabilità oggettiva dei genitori nell’accompagnamento dei figli l’amministrazione comunale viene in aiuto a coloro che sono impossibilitati ad assolvere a questo obbligo - fanno sapere dall'amministrazione comunale - nella assegnazione e organizzazione del Trasporto Scolastico il Comune di Pisa ha applicato, per tutti, quanto previsto dal regolamento sul trasporto approvato dal Consiglio Comunale. Tutti i bambini aventi diritto (ricordiamo che tra i requisiti esiste la residenza nel nostro Comune) hanno avuto ed hanno la possibilità di usufruire del servizio. Per quanto riguarda il campo della Bigattiera (campo abusivo) - proseguono dal Comune - solo 3 dei circa 50 bambini appartengono a famiglie che sono residenti a Pisa: a questi è stato regolarmente assegnato il servizio come in tutti gli altri casi cittadini".

Secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, i dati sulla frequenza dicono che da settembre a dicembre la presenza a scuola dei bambini della Bigattiera è stata medio alta soprattutto per i più piccoli, segno che è possibile per le famiglie, magari organizzate tra di loro come riferito dalla scuola, accompagnarli a scuola. Da gennaio ad oggi tale frequenza si è ridotta fino a diventare quasi nulla. Frequenza scolastica in aumento invece per i campi di Oratoio e Coltano, grazie anche ad un lavoro capillare di stimolo sulle famiglie anche attraverso azioni impositive come le denunce per violazione dell’obbligo scolastico.
"Non si può ovviamente negare che l’esistenza del trasporto può agevolare la presenza a scuola ma non è il solo fattore" chiudono dall'amministrazione comunale.

"Il sindaco, che invoca le 'regole' solo quando fa comodo a lui, dice che solo i bambini residenti all'anagrafe hanno diritto al servizio di trasporto scolastico - afferma Sergio Bontempelli di Africa Insieme, che ieri ha partecipato insieme a Una città in comune e Rifondazione Comunista alla marcia - si tratta di un'affermazione politicamente grave e giuridicamente falsa. La Convenzione Internazionale di New York impone di considerare tutti i bambini su un piano di eguaglianza, considerandoli come bambini indipendentemente dal loro status. E, contrariamente a ciò che dice il comunicato, il regolamento comunale sul trasporto scolastico non vieta affatto di garantire il servizio anche ai bambini non residenti. Questa è l'idea dei diritti fatta propria dall'amministrazione comunale: diritti riservati a pochi, che per questo cessano di essere diritti e diventano privilegi".

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