Manifestazione per Idy Diene: "Pontedera e Firenze unite contro l'intolleranza"

In 10mila hanno partecipato sabato 10 marzo a Firenze al corteo in ricordo del senegalese ucciso, residente a Pontedera. Presente il sindaco Millozzi

Foto da FirenzeToday

Giustizia e 'basta razzismo'. E' quello che hanno chiesto ieri, 10 marzo, per le vie di Firenze, le 10mila persone che hanno sfilato nel corteo in ricordo di Idy Diene, il 54enne ambulante senegalese ucciso da un 66enne fiorentino a colpi di pistola. Diversi pullman sono arrivati in città anche da fuori della Toscana, perfino da Macerata, teatro il mese scorso degli spari di Traini contro 6 persone di colore. Massiccia la presenza delle comunità senegalesi, insieme a giovani ed associazioni provenienti da Pisa.

Fra le autorità presenti anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi: "Oggi pomeriggio Firenze e Pontedera sono unite nel ricordo di Idy: un nostro concittadino generoso, solare, sempre disponibile. Due città 'unite', nella ricerca della verità e della giustizia, nella solidarietà e nella vicinanza alla famiglia di Idy ed a tutta la comunità senegalese. Due città 'unite' dai valori dell'accoglienza, dell'integrazione, del dialogo e dell'apertura. Due città 'unite' nel corteo organizzato dalla comunità senegalese per contrastare pacificamente quella spirale di odio, di violenza, di intolleranza in cui sembra essere ri-piombato il nostro Paese. Noi, oggi, siamo qui fieri e orgogliosi della nostra storia e della nostra città!".

Ha partecipato anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, insieme al presidente della Regione Enrico Rossi. Quest'ultimo, insieme all'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, al termine della manifestazione ha annunciato che alla compagna di Idy Diene saranno assegnati 20mila euro. "Abbiamo voluto - spiegano i due amministratori - compiere questo gesto, che abbiamo già compiuto altre volte per le vittime di attentati, che consideriamo doveroso. Ventimila euro, inutile ripeterlo, non possono in alcun modo risarcire di tanto dolore e di una così grave perdita, ma rappresentano un aiuto per chi si vede strappare chi era anche una fonte di sostentamento per la propria famiglia. Si tratta di un contributo di solidarietà. E sinceramente ci provoca un'emozione ancora più intensa, pensare al duplice, ripetuto dolore della signora Mbengue, moglie di Samb Modou uno dei due senegalesi uccisi in Piazza Dalmazia nel dicembre 2011". Alla donna nel dicembre scorso era stata concessa la cittadinanza italiana per meriti speciali.

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