Nella casa di nonno Gino dove convivono ragazzi disabili e anziani

Due anni fa Sara Casarosa ha perso il nonno: "Decisi che la sua abitazione sarebbe diventata uno spazio per mio fratello Matteo e gli altri ragazzi con le sue stesse difficoltà"

la Presidente della Società della Salute della Zona Pisana Gianna Gambaccini con i volontari, gli operatori e i ragazzi de “La Rosa Amara” e gli anziani dei centri aggregativi cascinesi

Via Carraia, numero 100, una manciata di metri dopo la chiesa di San Miniato a Marcianella, gioiello romanico dell’anno 1000, nel comune di Cascina. E’ lì la casa di 'nonno Gino', una villetta nel verde, con le galline che razzolano nel giardino, il nipote Matteo, gli amici dell’associazione 'La Rosa Amara' e gli altri nonni dei centri aggregativi per anziani Il Giardino di Navacchio e Cascinese che dall’inizio dell’anno sono i nuovi padroni di casa.

E’ una storia tutta da raccontare quella di quest’abitazione della campagna cascinese che stamani, venerdì 3 maggio, è stata visitata dalla presidente della Società della Salute della Zona Pisana, accolta da volontari, operatori e istituzioni cascinesi. Perché Gino Casarosa non c’è più da due anni, ma nel frattempo quella casa è diventata un punto di riferimento per i ragazzi disabili del territorio: sono già cinque o sei quelli che la frequentano abitualmente.

Il tutto grazie all’incontro fra due intuizioni e volontà. Elena Meucci è la presidente de 'La Rosa Amara', associazione impegnata nella integrazione sociale dei disabili e nell’incontro e nell’accoglienza della diversità. Che da gennaio gestisce il progetto 'Abitare Solidale': "Una volta al mese - afferma la Meucci - organizziamo fine settimana lunghi in questa bellissima casa: i ragazzi arrivano il venerdì e ripartono la domenica e con noi molte volte restano a dormire anche gli anziani dei centri aggregativi. Coltiviamo l’orto, prepariamo la pasta fatta in casa, organizziamo uscite nel territorio. E’ un modo per stimolare l’autonomia dei ragazzi coinvolgendo il territorio e la comunità".

Accanto a lei c’è Sara Casarosa, la nipote di Gino: "Due anni fa, quando nonno è venuto a mancare, ho deciso che questa casa doveva diventare uno spazio a disposizione di mio fratello Matteo, che da tempo frequentava i laboratori de 'La Rosa Amara', e per gli altri ragazzi con difficoltà simili alle sue". Così prima l’ha ristrutturata, pensandola proprio per un progetto come 'Abitare Solidale': realizzando dodici posti letto, un salone centrale con tanto di camino per riunioni e incontri e una nuova cucina, ideale per laboratori. E poi l’ha messa a disposizione dell’associazione. "Adesso è davvero casa loro basti dire che quando qualcuno va a trovarli, lo fanno accomodare e gli offrono il caffè. Proprio come si fa con gli ospiti".

Il progetto è partito dall’inizio dell’anno, grazie anche al sostegno della Fondazione 'Il cuore si scioglie' e della sezione soci di Navacchio di Unicoop Firenze e alla collaborazione del comune di Cascina. Ma altri partner sono in arrivo: "Questo progetto ha caratteristiche uniche nel nostro territorio - afferma la presidente della Sds Gianna Gambaccini - già dalla prossima settimana incontrerò i rappresentanti dell’associazione perché è nostra intenzione sostenerlo in modo tangibile".

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