Sede dei Vigili del Fuoco dedicata a Saverio Masi, l'ex collega: "Nessuno mi ha invitato all'inaugurazione"

La delusione di Marco Antognoli che il 29 novembre 2006, il giorno del tragico incidente in cui perse la vita Saverio Masi, era in servizio con lui: "Ho saputo dell'iniziativa grazie a Facebook"

"Sono mortificato. Nessuno mi ha avvertito. E pensare che dopo Saverio sono quello che più di tutti ha pagato le conseguenze di quell'incidente". A parlare è Marco Antognoli, ex vigile del fuoco ormai in pensione. Il 29 novembre 2006, il giorno del tragico incidente in cui perse la vita Saverio Masi, Tognoli era in servizio con lui. "Ero seduto proprio accanto a Saverio - ricorda Antognoli - l'ho visto morire accanto a me. All'inizio pensavo che fosse solamente svenuto. La verità l'ho scoperta solo il giorno dopo in sala operatoria, quando mi hanno detto che il mio amico e collega aveva perso la vita".

Saverio Masi e Marco Antognoli avevano iniziato a lavorare insieme nel 2000. "Per sei anni abbiamo lavorato fianco a fianco - racconta Antognoli - nella stessa squadra di cui ero a capo. Eravamo colleghi e amici. Conosco personalmente la sorella, il fratello e la mamma di Saverio che mi è anche venuta a trovare dopo l'incidente. Eppure nessuno del comando ha pensato di invitarmi all'inaugurazione della nuova sede dedicata proprio a Saverio: ho saputo dell'iniziativa perchè mio figlio ha visto delle foto su Facebook. Non riesco a spiegarmi perchè nessuno mi abbia niente. Spero solo che i familiari, non vedendomi, non si siano fatti pensieri strani. Questo mi dispiacerebbe. Per questo lo ripeto ancora una volta: nessuno mi aveva avvertito".

Antognoli ricorda il drammatico giorno dell'incidente. "Eravamo in sei quel giorno a bordo del mezzo - racconta Antognoli - eravamo stati chiamati per un incendio in zona stazione. Mentre stavamo raggiungendo l'incendio, nei pressi di piazza Vittorio Emanuelle, il mezzo si è ribaltato. Saverio era alla guida e io accanto a lui, mentre gli altri erano dietro. Ho rischiato di morire anche io". In quell'incidente Antognoli subì diverse fratture. "Al bacino - racconta l'ex pompiere - diverse fratture alla gamba sinistra, un trauma al gluteo e la rottura dell'uretra. Ci sono voluti due anni e 13 operazioni subite in giro per l'Italia, prima che riuscissi a riprendermi completamente e tornare in servizio".

Antognoli è poi tornato in servizio due anni dopo quel tragico avvenimento. "Sono rientrato nel 2008 - racconta ancora Antognoli - e sono tornato a fare il mio lavoro come sempre. Anche quando nel 2013 sono diventato caporeparto sono sempre voluto uscire per gli interventi: non mi sono mai tirato indietro". A febbraio di quest'anno Antognoli è poi andato in pensione. "Sono sinceramente dispiaciuto - conclude Antognoli - soprattutto per i familiari di Saverio e in particolare alla sua mamma, a cui sono legato e di cui ho grande rispetto. Chissà cosa possono aver pensato non vedendomi all'inaugurazione della nuova sede, dedicata proprio alla sua memoria".

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