Casciana Terme-Lari, genitori infuriati: "Vogliamo la 'nostra' cuoca"

Non è andata giù ai genitori la decisione dell'amministrazione comunale di esternalizzare il servizio mensa della scuola dell'infanzia di Parlascio. La cuoca verrà trasferita all'Urp del Palazzo Civico di Lari

Mobilitazione dei genitori dei bambini della scuola materna di Parlascio, nel comune di Casciana Terme Lari, per riavere la cuoca. Le voci delle mamme sono state raccolte dalla lista 'Insieme è possibile' che ha alzato la polemica contro il trasferimento della cuoca dell'asilo all'Urp del Palazzo Comunale di Lari, per la decisione di esternalizzare il servizio mensa da parte dell'amministrazione comunale. La lista civica di Erica Ballatori condanna anche la decisione di assumere una segretaria per lo staff del sindaco fino alla fine del mandato con un costo di quarantamila euro all’anno.

"Si aumentano le spese di apparato e si tagliano servizi per i cittadini, l’esatto contrario del buon senso e dei principi che hanno ispirato il processo di fusione - affermano dalla lista - infatti, grazie all’incentivo economico di Stato e Regione a disposizione del sindaco, sarebbe stato possibile mantenere dei servizi di qualità all’interno del nuovo Comune a differenza degli altri. Invece si sceglie di adeguare la scuola materna alle altre strutture della Valdera, che si avvalgono di pasti pronti arrivati dall’esterno".

Il sindaco Mirko Terreni ha difeso l'operato della sua amministrazione sottolineando il risparmio che tale scelta porterà per le casse comunali. "Questa operazione comporterà un abbattimento dei costi del personale per circa 30.000 euro a cui, è bene far presente, dovrà essere aggiunto un risparmio per ogni pasto consumato: infatti se con la cucina interna il costo a pasto si attesta intorno ai 10 euro, con il servizio dato in affidamento esterno si scende a 6 euro e 10 centesimi. Ovviamente mantenendo se non addirittura migliorando la qualità del servizio mensa".
Poi il capitolo segretaria. "La segreteria del sindaco - precisa il primo cittadino - non c’entra assolutamente nulla con la mensa scolastica. Dato che è stata assunta a novembre (l’opposizione se ne è accorta solo oggi?! ) a copertura di un posto lasciato vacante nell’ex Comune di Lari quindi senza nessun costo aggiuntivo. Peraltro lo stipendio non è 40.000 euro, come falsamente asserito dalla lista 'Insieme è possibile', ma 25mila che si traducono in un costo per il Comune di circa 30.000".

Ora però a rincarare la dose arrivano le voci dei genitori: "Vogliamo denunciare il nostro malcontento e sdegno nei confronti di un'amministrazione che non si è minimamente preoccupata di informarci sui cambiamenti, inerenti il servizio mensa, che interesseranno i nostri bambini. Il servizio di mensa scolastica della materna in oggetto è sempre stato a gestione diretta dell’amministrazione con cuoca interna alla struttura. La nuova Giunta pare abbia preso la decisione di uniformare il servizio di Parlascio alle altre scuole del nuovo Comune".
“Un'amministrazione lungimirante uniforma i servizi alzando il livello qualitativo di quelli inferiori, non viceversa" apre il dibattito Melania. “Sono la mamma di due gemelli ed ho scelto la materna di Parlascio anche per il servizio di mensa interna. Valuterò se continuare a mandarli lì perché credo profondamente in questa tipologia di gestione” fa eco Rossana.

“Ci avevano detto che con la fusione i servizi sarebbero aumentati ed invece vengono addirittura tagliati!" dicono le mamme di Gianmarco, Paolo e Cristiano.
“Per me la beffa è doppia - commenta perplessa Eleonora - di tutta questa vicenda non si sono minimamente preoccupati i nostri amministratori cascianesi, coloro che dovevano essere la nostra voce in Giunta: da parte loro solo il silenzio più grande! Menomale che avrebbero dovuto tutelarci!”.

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"Abbiamo addirittura dovuto chiedere noi l'incontro con il sindaco e l'assessore - denunciano infine i genitori in coro - per discutere di tutto questo. Giovedì sera infatti si terrà l’incontro con le istituzioni per avere chiarimenti e sostenere con decisione il nostro diritto al mantenimento dell’attuale servizio".

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