Degrado in centro, guida turistica denuncia venditori abusivi: "Deriso e minacciato perché gay"

Roberto Alberti, inventore del Pedicab Pisa, ha denuciato ai Carabinieri alcuni venditori abusivi che 'lavorano' in via Santa Maria. "Da sette mesi - scrive su Facebook - subisco ogni giorno offese e minacce". Il caso in Consiglio Comunale

Offeso, deriso e minacciato dai venditori abusivi perchè gay. Una situazione pesante, che va avanti ormai da diversi mesi, tanto da costringere Roberto Alberti, 47enne guida turistica e inventore del Pedicab, a sporgere una querela ufficiale presso i Carabinieri di Pisa.

Nardi è conosciuto in città grazie al risciò con cui fa la spola tra la stazione e Piazza dei Miracoli a beneficio dei turisti che vogliono godersi le bellezze di Pisa. Di lui ce ne eravamo occupati qualche mese fa, quando avevamo raccontato di come la sua attività "ad energia pulita" rischiasse di chiudere, soffocata dalla crisi e dalla burocrazia.

I FATTI. Nei giorni scorsi Nardi ha denunciato ai Carabinieri di Pisa alcuni venditori abusivi che 'lavorano' in via Santa Maria. "Da sette mesi - scrive Alberti su Facebook - subisco uno stalking continuo, con minacce e offese quotidiane, da parte dei venditori abusivi di via Santa Maria". Lo stallo da dove Alberti parte si trova infatti in via Santa Maria, ad un passo da piazza dei Miracoli. "In quel contesto - spiega la guida turistica nel verbale, pubblicato sul social network - si trovano anche diverse persone di etnia senegalese che cercano di vendere degli oggetti ai turisti in transito. Con loro ho sempre avuto un buon rapporto".

I problemi iniziano nel dicembre 2014. "Dopo aver visto un tavolo di turisti al bar Duomo andarsene perché non ne potevano più di essere disturbati con insistenza e prepotenza - continua Alberti - mi sono permesso di dire loro che quello è un modo di fare che ritengo poco rispettoso delle libertà personali e che può arrecare un danno economico anche al sottoscritto. I senegalesi erano una ventina e uno di loro mi ha risposto in modo aggressivo dicendomi che dovevo farmi gli affari miei e che ero razzista. Poi dopo aver saputo forse da altri della mia sfera sessuale, hanno iniziato a dirmi in tono sprezzante che ero omosessuale. Da allora ogni giorno si sono succedute offese e minacce. E' orrendo e imbarazzante - conclude Alberti - dover parlare della città in cui sei nato in questi termini: criminalità dilagante, illegalità, violenze verbali e fisiche, omofobia, aggressioni".

IN CONSIGLIO. Il caso di Roberto Alberti è arrivato anche in Consiglio comunale. Durante la seduta di ieri il consigliere comunale del M5S Valeria Antoni ha infatti letto un documento che mette insieme alcuni degli spiacevoli episodi subuti dalla guida turistica. "Roberto ha sporto denuncia - ha concluso la Antoni - ma quello che è inquietante è che in sette mesi sette nessuna istituzione abbia speso una parola in sua difesa. La battaglia di Roberto è la battaglia di tutte le persone dabbene, italiani e senegalesi, perché il problema vero è il ripristino della legalità, che non dovrebbe tener conto del colore della pelle, dell'orientamento sessuale o religioso: semplicemente andrebbe applicata, nei suoi diritti e nei suoi doveri".

DEGRADO IN CENTRO. Sulla questione dell'abusivismo è intervenuto anche Dario De Nigris, presidente di Fiepet-Pisa Confesercenti, con una 'lettera sfogo' inviata alle redazioni cittadine dopo "aver fatto un giro in centro città".

"Piazza dei Cavalieri - scrive De Nigris - è militarizzata, con i venditori abusivi protetti dai tunisini, che vendono i loro prodotti a prezzi anche più bassi di quelli che noi possiamo acquistare. E' presente una bolla di illegalità che va dalla ricettazione di merce rubata, proveniente dall’est Europa, allo spaccio di droga, alla vendita abusiva".

De Nigris ha anche avvicinato uno di questi venditori. "A quel punto - prosegue la lettera - ho capito che i veri abusivi siamo noi. Immediatamente sono stato minacciato da altre persone di nazionalità tunisina ed invitato ad allontanarmi. Di ritorno sono entrato in un supermarket per ricordare che sono fuori l'orario di vendita per i prodotti alcolici e altrettanto prontamente sono stato allontanato da altri 'addetti'. Che tristezza".

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