Moschea, lettera al sindaco: "Collaboriamo per garantire i diritti di tutti"

Ad inviarla il comitato 'Sì alla libertà di culto' che invita il primo cittadino ad un confronto pubblico: "Il suo ruolo le impone di rispettare la Costituzione Italiana"

Il comitato 'Sì alla libertà di culto', formato da "una trentina di attivisti e un centinaio di 'sostenitori'", ha depositato questa mattina, 21 marzo, presso gli uffici comunali, una lettera aperta al sindaco di Pisa, Michele Conti, invitandolo a "rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione della moschea a Porta a Lucca".

Il comitato si dice preoccupato dell'intenzione del primo cittadino "di privare la comunità musulmana del diritto a un adeguato luogo di culto a Pisa. Siamo di fedi diverse o anche non credenti: non tutti siamo direttamente interessati ad usufruire della moschea come luogo di culto. Riteniamo tuttavia pericoloso che i governanti abusino del proprio potere per promuovere provvedimenti che ledono i diritti di una parte della cittadinanza. I cittadini di Pisa - si legge nel testo della lettera - l'hanno scelta democraticamente per governare la città, ma lei non può scegliersi i suoi cittadini. Il suo ruolo le impone di rispettare la Costituzione Italiana e di garantire i diritti di tutte e tutti, senza discriminazioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Nel mirino del comitato il procedimento di variante urbanistica aperto dagli uffici comunali per cambiare la destinazione d'uso dell'area e destinarla a parcheggio pubblico. "La sua amministrazione - prosegue la lettera - ha addotto motivazioni di natura urbanistica che, a un esame obiettivo, appaiono infondate e pretestuose. Non crediamo che nell'area di via Chiarugi ci siano problemi legati al traffico o alla viabilità ma anche qualora ci fossero effettivi impedimenti materiali alla realizzazione dell'opera, sarebbe comunque suo dovere istituzionale rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale al godimento dei diritti fondamentali (in questo caso della libertà di culto) di una parte della cittadinanza".

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"Non siamo pregiudizialmente ostili nei suoi confronti - proseguono gli attivisti - siamo un comitato civico, non un partito o un movimento politico. Come cittadine e cittadini ci sentiamo minacciati tutte le volte che viene minacciata la Costituzione. Per questo vorremmo aiutarla a svolgere la sua funzione pubblica con 'disciplina ed onore', offrendole la nostra collaborazione a rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione della moschea a Porta a Lucca. Come primo passo collaborativo, la invitiamo a un incontro pubblico sul tema della libertà di culto come principio costituzionale e come garanzia di vera sicurezza e convivenza civile".

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