Movida, feste e decoro urbano insieme? "Possibile con più eventi organizzati"

Spotted Unipi è una delle realtà social più conosciute fra gli studenti, con anche l'organizzazione di eventi molto partecipati. Un amministratore del gruppo spiega come favorire la 'buona movida'

Uno scatto della festa

La movida 'sana' è possibile. E' questo il messaggio lanciato da 'Spotted: UNIPI', pagina Facebook molto seguita dagli studenti universitari (oltre 30mila mi piace) i cui curatori sono anche organizzatori di feste ed iniziative, come quella andata in scena venerdì sera 1 luglio, in Piazza Garibaldi. Circa 2000 i ragazzi intervenuti, con dalle 20 prima un concerto rock con gli Ambassadors e poi dj set fino le 24. Sono stati coinvolti nell'evento conosciuti locali della piazza. Samuel Caboni è uno degli amministratori della pagina e segue da vicino quanto accade nelle piazze della città.

Ciao Samuel, spiegaci in breve cos'è Spotted Unipi

"Ciao a te! Spotted: UNIPI è un progetto nato ormai piú di 3 anni fa inizialmente come un modo simpatico per riuscire a ritrovare la persona che hai visto da qualche parte e che ti interessa attraverso una descrizione, quindi attraverso l'interazione con gli altri utenti della pagina. Col tempo abbiamo deciso di allargare la varietá di messaggi pubblicabili, rendendo il nostro spazio una vera e propria community dove gli ormai piú di 32mila persone possono esprimere qualsiasi opinione personale o domandare una qualsiasi cosa, ovviamente nel rispetto del regolamento interno e, soprattutto, nel rispetto del prossimo".

Rappresentate un po' la vita dello studente-tipo...

"A oggi Spotted: UNIPI è il gruppo comunicativo organizzato piú grande e piú efficiente per gli studenti pisani e della cittá in generale. Inoltre, per offrire delle serate diverse e interessanti a chiunque voglia partecipare, in determinati periodi organizziamo (in collaborazione con diverse attivitá commerciali) degli eventi a misura di studente: ingresso libero, consumazioni a prezzo ragionevole, divertimento garantito e sempre un'ottima dose di sensibilizzazione verso diversi temi 'caldi' fra i giovani".

Andiamo al sodo: il degrado legato alla movida è un problema della città correlato agli studenti. Come si affronta?

"A mio avviso chi parla di 'movida', specialmente riferendosi a grandi gruppi di persone 'in festa', deve per forza fare una grossa distinzione in quanto ne esistono principalmente due tipi. La prima è quella disorganizzata, in mano a selvaggi esaltati e spesso ubriachi che, in cerca di divertimento e senza controllo, non hanno problemi a lasciare cicatrici sul volto della nostra bellissima cittá in forma di rifiuti, urina per strada, danneggiamenti, eccetera: per me questa è la 'mala movida'. La movida che mi piace, invece, è quella vista nella serata del 1 luglio in piazza Garibaldi alla nostra festa di fine corsi: intanto è stata perfettamente organizzata grazie alla collaborazione delle maggiori attivitá della piazza (che hanno aderito alla manifestazione 'Garibaldi in Musica'), all'assessorato alla cultura e al commercio Andrea Ferrante e al comune di Pisa che ci ha fornito il patrocinio per l'evento".

Un evento organizzato, controllato e condiviso...

"Il pubblico ha fornito una prova di civiltá e di amore verso la cittá non indifferente anche grazie alle precauzioni prese: cestini sparsi per la piazza in abbondanza, transenne a protezione dell'installazione dell'artista giapponese, messaggi di sensibilizzazione per una Pisa pulita direttamente provenienti dal vocalist della serata e seguiti da numerosi scrosci di applausi. E' quindi possibile creare degli eventi con tantissima gente che si diverte e che lo fa nel rispetto di tutti e ci piacerebbe che fosse piú semplice e frequente la possibilitá di organizzare degli eventi con questa formula, soprattutto considerando che sono autofinanziati e non hanno alcuna incidenza negativa nel bilancio della cassa comunale".

Come si può arginare la mala movida?

"Ci sono tanti accorgimenti che si possono prendere. Intanto cercando di limitare l'inciviltá di alcuni soggetti rinforzando i punti nevralgici della mala movida con molti più cestini, bagni chimici o comunque bagni pubblici. Si dovrebbe agire vietando la somministrazione di alcolici abusivi ma, come sappiamo, è difficile se non impossibile: bisognerebbe trovare un modo (principalmente sensibilizzando) per dissuadere gli studenti dall'alimentare questo giro illegale e incontrollato. In più, a mio avviso, sarebbe interessante se gli eventi 'sani' come il nostro fossero più frequenti e costituissero delle alternative così da consentire un divertimento pulito e, nel frattempo, dislocare in vari punti della città la folla, così da poterla formare e gestire con più semplicità. Venerdì abbiamo visto, per una sera, una città più viva oltre che in festa, mentre ultimamente sembra essere spopolata per la mancanza di intrattenimento e anche perché chi vorrebbe uscire è scoraggiato dalla movida del devasto".

Si parla spesso di 'unire studenti e cittadini'. Ma come si può fare?

"A questa domanda ti rispondo raccontandoti una scena della serata che ricorderò per tutta la vita: ci saranno stati 1000 studenti impegnati in balli scatenati (e, magari, a liberarsi dallo stress post-esame), mentre in mezzo a loro erano presenti tranquillamente turisti, famiglie con bambini e curiosi, uniti nel nome della musica e del divertimento che ci piace. Si avvicina una vecchina e mi dice: 'ragazzi, meno male che ci siete voi: era da tantissimi anni che non vedevo 4 generazioni stare nello stesso posto a Pisa senza farsi la guerra!'. E' stato sicuramente il momento piú gratificante della mia carriera da amministratore".

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