Università e ricerca: prosegue la mobilitazione dei precari pisani

Giovedì mattina presidio di fronte al Rettorato. Intanto il Senato accademico ha approvato una mozione presentata dai 'Ricercatori Determinati'

Un momento della protesta dello scorso 9 gennaio

Prosegue la mobilitazione dei precari della ricerca delle università pisane. Dopo il presidio in piazza Dante del 9 gennaio scorso una ventina di manifestanti si sono infatti riuniti questa mattina, 16 gennaio, di fronte al Rettorato. Nella mattinata di oggi, 16 gennaio, era infatti prevista una seduta del Senato accademico nel corso della quale è stato discusso un documento elaborato e proposto da 'Ricercatori Determinati Pisa'. 

"Nel testo - spiegano i Ricercatori Determinati Pisa - si ritrovano le esigenze nazionali e locali di cambiamento del sistema universitario: rifinanziamento complessivo, ripensamento delle forme di valutazione, ristrutturazione delle gerarchie accademiche e della ricerca, investimenti in diritto agli studi, stabilizzazione delle forme contrattuali per evitare qualsiasi ricattabilità, modifica dei sistemi di reclutamento a partire da condizioni di concreta trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte di chi assume".

Il Senato accademico ha disposto la creazione di un tavolo congiunto tra le componenti universitarie e i precari per costruire "una posizione condivisa in comunità accademica sui temi di una trasformazione complessiva del sistema universitario. Un risultato importante - spiegano i Ricercatori Determinati Pisa - e che intendiamo valorizzare nei prossimi tempi. Si aprirà inoltre un confronto sulla questione degli spazi universitari da dedicare ai precari e alle precarie, senza per questo togliere finanziamenti e spazi alle altre componenti,  a partire dagli studenti e dalle studentesse".

I precari, con il sostegno di associazioni, sindacati e movimenti, sono "già al lavoro per proporre il documento approvato oggi nei Senati accademici della Scuola Normale Superiore e della Scuola Sant’Anna che si riuniranno il 22 gennaio, con annessa la richiesta a tali organismi non solo di assumere col voto le nostre proposte, ma anche di porre tali riflessioni all’attenzione della CRUI e del Ministero. Troviamo rilevante e positiva l’assunzione della mozione da parte del Senato dell’Università di Pisa ed auspichiamo che presto si possa raggiungere lo stesso risultato nella Scuola Normale e Scuola Sant’Anna. Nell’atteggiamento positivo di apertura delle componenti strutturate, che traggono forza dalla presenza del personale che, a diverso titolo, è precario e instabile, c’è la dimostrazione concreta che una riforma positiva dell’Università, di tenore totalmente diverso da quello della Legge Gelmini, sia possibile.

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