Movida in Piazza Vettovaglie: "Giuste le multe ai locali, Confcommercio faccia proposte"

I residenti della zona sono amareggiati per le dichiarazioni dell'associazione di categoria

Il presidente del comitato cittadino della Cittadella Guido Nassi, in rappresentanza dei residenti di piazza Vettovaglie ed aree limitrofe, chiede maggiore impegno a Confcommercio per trovare soluzioni alla malamovida, sostenendo le misure messe in campo dall'amministrazione sul piano dei controlli alle attività. Il direttore dell'associazione, nei giorni scorsi, ha lamentato le difficoltà burocratiche e le sanzioni subìte dagli esercenti della zona, ma l'atteggiamento non è piaciuto agli abitanti.

"I residenti di questa parte di città - scrive in una nota Nassi - hanno ampiamente documentato, in questi mesi, la grave situazione di insicurezza, degrado e, soprattutto, di sistematica lesione di diritti fondamentali, come quello al sonno, alla quiete e, quindi, alla salute. A questa situazione di oggettivo rischio per la salute dei cittadini, si aggiunge anche il senso di profonda frustrazione vissuto ormai da molti anni e legato all'apparente impossibilità di controllare e gestire il fenomeno della c.d. malamovida. A tal proposito, dobbiamo riconoscere all'amministrazione comunale sforzi importanti nella direzione del graduale superamento di questa situazione di emergenza, anche se non ancora sufficienti. Quella che viene definita da Confcommercio, gratuitamente, una 'raffica di sanzioni', ci sembra, in realtà, un primo tentativo di ristabilire la legalità e di tutelare il diritto alla salute dei cittadini di questa porzione di città".

Poi l'affondo all'associazione: "Non possiamo che constatare, invece, l'atteggiamento di grave indifferenza e radicale indisponibilità dell'associazione di categoria, di cui il dott. Pieragnoli è direttore. Il contributo a ristabilire le condizioni minime di vivibilità si limita, infatti, all'invettiva sterile contro sanzioni che si tenta maldestramente di far apparire come arbitrarie e insensate. Si tratta, tuttavia, di una mistificazione della realtà. Le sanzioni irrogate certificano, a ben vedere, quanto i residenti denunciano costantemente: musica fuori controllo (che, evidentemente, non proviene dai minimarket, che pure contribuiscono ad alimentare le notti alcoliche), degrado, sporcizia, orinatoi pubblici, urla e schiamazzi da parte della clientela di questi locali, sino alle 5 inoltrate del mattino. A fronte di questa situazione, ormai fuori controllo, l'associazione di categoria si arrocca sulle proprie posizioni, addirittura rivendicando investimenti di migliaia di euro per la gestione delle emissioni sonore, di cui, tuttavia, non si vedono i risultati. Il Direttore, d'altro canto, non considera gli investimenti di migliaia di euro da parte dei residenti per gli interventi di insonorizzazione degli appartamenti, rivelatesi però inefficaci contro i livelli di suono che si raggiungono nella zona. Investimenti per i quali, a differenza degli esercenti comunicali, non hanno ricevuto alcun incentivo fiscale a livello comunale. E' appena il caso di notare, peraltro, come il mancato nulla osta da parte di Arpat risulti, a ben vedere, giustificato dalla documentata condizione di grave inquinamento acustico della zona, accertato con un'indagine condotta dall'Agenzia regionale, da cui emergeva 'il netto superamento dei limiti previsti dalla classificazione acustica'".

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"Auspichiamo per il futuro - aggiunge Nassi per i residenti - un atteggiamento radicalmente differente, che deve passare, necessariamente, dalla reale consapevolezza delle proprie responsabilità e dalla disponibilità concreta, non retorica, a contribuire al ristabilimento delle minime condizioni di vita urbana. Ci aspettiamo la formulazione di proposte sinora assenti da parte dell'associazione di categoria, come avviene in molti altri contesti urbani, dove i commercianti cooperano attivamente ad assicurare la salute dei cittadini e ad evitare situazioni di degrado urbano (importanti sono ad es. le iniziative consistenti nell'adozione, a spese degli esercenti, di servizi d'ordine, operativi durante le notti di movida, esattamente con la funzione di monitorare i comportamenti della clientela che pregiudicano la vita di chi abita sopra e nei pressi dei locali). Crediamo, in definitiva, che finché questo atteggiamento di ipocrita indifferenza non muterà, sarà difficile un'evoluzione positiva della situazione. Questa potrà realizzarsi solo con un ripensamento radicale di un modello commerciale orientato al guadagno facile e immediato anche a costo della sistematica lesione dei diritti altrui e, nel complesso, della città".

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