No allo stato di emergenza per i Monti Pisani, il ministro: "Rossi in malafede, stiamo lavorando da settimane"

Il titolare del dicastero delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio replica al governatore dopo la notizia del diniego da parte del governo. Numerose le reazioni

"Il governatore Rossi oltre a essere scorretto, dovrebbe iniziare ad essere più chiaro con sé stesso. Non è accettabile che dichiari che il Governo non sta facendo niente per l'incendio nel pisano. O è in malafede o è semplicemente alla ricerca di una sterile polemica politica per avere il suo momento di visibilità e tentare di addossare su altri sue specifiche responsabilità". Ad affermarlo in una nota è il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio che interviene sulla notizia, annunciata ieri in Consiglio regionale dal presidente della Regione Enrico Rossi, della decisione del governo di non dichiarare lo stato di emergenza nazionale per l'incendio che ha devastato i Monti Pisani lo scorso settembre.

Stato di emergenza: il governo dice no

"Enrico Rossi - rileva Centinaio - non può non sapere, infatti, che i tecnici del Mipaaft stanno lavorando da settimane con la Regione Toscana per trovare una soluzione a un grave problema in cui le schermaglie politiche non dovrebbero entrare. Non si fa politica sulla pelle degli agricoltori e di quanti sono stati danneggiati da un incendio di proporzioni devastanti come è stato quello di Monte Serra. Se ritiene di non aver bisogno del lavoro del Ministero delle Politiche agricole, può benissimo provare a risolvere la situazione da solo, magari provando a bussare alla porta dei suoi compagni di partito che ci risulta, nella sua regione, siano sempre più in difficoltà e in calo di consensi" conclude il ministro.
Proprio sul capitolo 'aiuti agli agricoltori' lo stesso Rossi aveva sottolineato che "la Regione ha già aperto una pagina sul sito di Artea dove tutti gli imprenditori agricoli che hanno subito danni potranno chiedere il rimborso. Vale per essi un fondo europeo che la Regione ha concertato insieme al
precedente Governo e che l'Europa ha messo a disposizione degli agricoltori in caso di calamità".

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I commenti

Numerose le reazioni che si sono sommate dopo la notizia del diniego dello stato di emergenza nazionale per il rogo dei Monti Pisani.

"Supercondono ad Ischia, ma di riconoscere lo stato di emergenza per il maxirogo che ha incenerito i monti del pisano non se ne parla proprio. È il governo M5S-Lega del cambiamento, bellezza! Del cambiamento in peggio naturalmente. Massima solidarietà alle popolazioni del pisano umiliate in questo modo". Lo scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. Sulla vicenda Fratoianni è firmatario di un'interrogazione parlamentare di Leu insieme al capogruppo Federico Fornaro e all'ex presidente di Legambiente Rossella Muroni, ancora senza risposta da parte dell'esecutivo, come rende noto l'ufficio stampa di LeU.

"Ho chiesto oggi in Commissione agricoltura di accelerare l'approvazione della mia risoluzione che impegna il Governo ad attuare quanto necessario per il reimpianto delle colture olivicole perse, ed il sostegno agli agricoltori colpiti, come dichiarato nella risposta a più interrogazioni del mese scorso''. Queste invece le parole e l'impegno della deputata Susanna Cenni (Pd), vicepresidente della Commissione agricoltura della Camera. "Sappiamo benissimo - prosegue Cenni - che un incendio non è una calamità naturale, ma tutti, e lo stesso Governo, hanno riconosciuto l'assoluta particolarità dell'incendio devastante che ha colpito la montagna pisana e che potrebbe tradursi in ulteriore devastazione di fronte a violenti fenomeni meteorologici. Non c'è tempo da perdere - conclude la deputata dem - gli agricoltori, i cittadini, le amministrazioni locali, i volontari si sono rimboccati le maniche. Adesso tocca al Governo''. Circa un mese fa infatti il Ministero delle Politiche agricole aveva detto no alla dichiarazione dello stato di calamità naturale, sottolineando però, in risposta ad un'interrogazione, l'intenzione di attivare "in via del tutto eccezionale degli interventi compensativi a ristoro della produzione perduta".

Per il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Pieroni la notizia del diniego allo stato di emergenza nazionale "conferma la prassi di un governo e di una classe politica che si gonfia il petto la sera con annunci e promesse roboanti che poi svaniscono nel nulla sul far del mattino. Magari confidando sulla distrazione e la smemoratezza delle persone. Ma le comunità e le persone che hanno subito uno sfregio e danni così pesanti non dimenticano e non dimenticheranno le 'promesse da marinaio'!". "L'Italia è per fortuna un paese straordinario e gli italiani un popolo che ci sorprende sempre - prosegue Pieroni - e la solidarietà spontanea e diffusa che in queste settimane si sta stringendo intorno alle realtà colpite dall'incendio ristora e gratifica molto di più di chi pensa di aver fatto il proprio dovere con visite frettolose, comunicati stampa, post, selfie".

"Il Governo nega lo stato d'emergenza per l'incendio del Monte Serra. Dopo i selfie e le passerelle degli amici della Ceccardi questi sono i risultati per il territorio". Così su Twitter l'eurodeputata e segretaria regionale toscana del Pd Simona Bonafè.

Profondamente colpito dalla decisione del governo anche Juri Taglioli, sindaco di Vicopisano, territorio insieme a Calci duramente colpito dal rogo: "La politica nazionale doveva fare la sua parte e i rappresentanti locali della maggioranza parlamentare dovevano spingere per l'aiuto ad un territorio ferito. La Regione Toscana ha fatto la sua parte e anche di più, il governo se ne sta lavando le mani e noi ci rimboccheremo le maniche come abbiamo sempre fatto, ma non veniteci a raccontare che non si poteva perchè quella norma o quell'altra non lo permettono, la politica ha il dovere di aiutare chi ha bisogno e le norme devono essere al servizio di un territorio e dei cittadini". "Ci confronteremo col collega di Calci e vedremo come muoverci congiuntamente per provare a far cambiare idea al governo" conclude con decisione il sindaco vicarese.

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