Via Da Buti, occupata la casa dello studente, il Comune: "Gesto ostile"

Gli studenti hanno occupato lo stabile destinato agli alloggi universitari, puntando il dito contro i ritardi che hanno più volte rimandato l'apertura. Ma il Comune chiarisce: "La struttura sarà destinata agli studenti che ne hanno diritto"

La casa dello studente in via da Buti (foto Cua)

Un 'altra occupazione di un immobile ieri nella città della Torre. Dopo l'assemblea d'Ateneo studenti e studentesse hanno occupato la residenza studentesca in via da Buti per portare ancora alla luce l'emergenza abitativa presente in città, con lo scopo di far emergere nel dibattito cittadino sia il problema degli alloggi, sia la necessità che DSU, Comune e Università si confrontino con i bisogni reali dei soggetti sociali studenteschi nell'utilizzo dei beni immobili pubblici.
"Le istituzioni di questa città, dal Comune, al DSU, all'Università, non possono continuare a mettere la testa sotto la sabbia quando oltre 1500 studenti risultano idonei ma non beneficiari di borsa di studio, quando i lavori in nero e sottopagati dilagano e i costi degli affitti salgono alle stelle - affermano gli studenti - il recente protagonismo e le occupazioni degli ultimi giorni sono un segnale che le istituzioni non possono permettersi di ignorare trincerandosi dietro le rituali formule del rispetto della legalità". "L'immobile di via Da Buti che oggi (ieri, ndr) abbiamo chiamato in causa, è stato costruito dal Comune di Pisa con lo scopo di cederlo all'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario - spiegano ancora gli studenti - questo permetterebbe la creazione di 30 posti alloggio, e così un possibile alleggerimento dell'emergenza a fronte dello scenario emerso dalle graduatorie provvisorie del DSU. In progetto da oltre dieci anni, la sua apertura è stata piú volte promessa e mai mantenuta, rinviata più volte per il blocco dei finanziamenti a causa del patto di stabilità. Si parla ancora di rallentamenti di natura tecnica dei quali l'azienda e il comune devono farsi carico affinché la struttura possa essere al più presto resa fruibile. Situazioni come questa non possono più essere tollerate".

E condannano il gesto dei movimenti studenteschi il Comune e l'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (ARDSU). "L’immobile costruito da Comune e di proprietà di quest’ultimo, a seguito della convenzione con l’ARDSU, sarà infatti destinato a residenza per gli studenti universitari meritevoli ma privi di mezzi così come sancito dall’art. 34 della Costituzione italiana - si legge in un comunicato congiunto - completati i collaudi previsti dalla legge previsti entro la fine del mese, l’immobile passerà in gestione all’ARDSU che, dopo averlo ammobiliato, provvederà a inserirvi gli studenti universitari borsisti sulla base delle graduatorie pubbliche a ciò predisposte. L’immobile pertanto va restituito immediatamente alle sue finalità istituzionali perché ne possa usufruire la parte di studenti universitari più debole e bisognosa. Registriamo ancora una iniziativa ostile all’Amministrazione e alla città, immotivata come le precedenti. In questo caso addirittura viene occupato uno stabile già destinato agli studenti che ne hanno diritto. E nessuna legittimazione arriva agli occupanti dai ritardi che pur ci sono stati, causati principalmente delle ditte che hanno lavorato al progetto".

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