Sicurezza zona stazione: fissati i divieti dell'ordinanza anti-degrado

L'operatività delle misure parte dal 29 settembre. Sanzioni da 25 a 500 euro, pagamento ridotto a 100 euro

Dopo la prima presentazione avvenuta lo scorso 8 settembre, l'amministrazione comunale pisana ha varato con un'ordinanza del sindaco le nuove misure per il quartiere della stazione, votate al contrasto dei comportamenti che causano degrado nella zona. L'operatività scatterà a partire dal 29 settembre e durerà, almeno per ora, fino al 31 dicembre. Nella sostanza appare confermato l'impianto precedentemente previsto, sia per le aree che per le condotte sanzionate.

"Utilizzando le possibilità introdotte dalle legge col decreto Minniti - ha dichiarato Marco Filippeschi - vogliamo fare quanto è in nostro potere per ricondurre la zona della Stazione Centrale ad una situazione di maggiore decoro, contrastando soltanto quei comportamenti di inciviltà e degrado che contrastano con la convivenza civile, la fruibilità dell'area e dei suoi arredi, il diritto alla tranquillità ed al riposo dei residenti. Da qui le norme contro il bivacco, l'occupazione impropria degli spazi, l'abuso di alcolici".

"Il confronto con i cittadini e gli esercizi commerciali - ha proseguito il primo cittadino - ci ha incoraggiato ad emettere un provvedimento che, rimesso oggi all'applicazione da parte delle Forze dell'Ordine, vuole supportare gli interventi in corso di manutenzione urbana e riqualificazione già previsti e finanziati. Stiamo intervenendo sia nel disciplinare i comportamenti antropici sia nella riqualificazione del territorio della zona della Stazione centrale, dalla quale transitano ogni anno dai 15 ai 17 milioni di passeggeri, per rendere questa parte strategica della città un luogo realmente vivibile per residenti, turisti, studenti, pendolari ed esercizi commerciali".

Area di operatività

I divieti coprono: Piazza della Stazione; viale Antonio Gramsci e loggiati; via Pietro Mascagni, dal numero civico 2 al numero civico 24 e dal numero civico 9 al numero civico 27; via Cesare Battisti, dal numero civico 2 al numero civico 12 e dal numero civico 1 al numero civico 19; Largo Padri della Costituzione; via Riccardo Zandonai; via Massimo D'Azeglio, da via Riccardo Zandonai a Piazza Vittorio Emanuele II; Piazza Vittorio Emanuele II, loggiati e Piazzetta Haring; via Benedetto Croce, da via Gian Battista Queirolo a Piazza Vittorio Emanuele II; Via Gian Battista Queirolo, da numero civico 3 al numero civico 25 e marciapiede antistante; via Francesco Bonaini, da numero civico 90 a numero a numero civico 108 e da numero civico 85 a numero civico 125; via Filippo Corridoni, da via Colombo a Piazza della Stazione.

I divieti

Sedersi, sdraiarsi o dormire: sul suolo pubblico o ad uso pubblico; sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all'esterno degli edifici pubblici e privati, dei monumenti e dei luoghi di culto; sugli spazi verdi e sugli arredi urbani (comprese le rastrelliere per biciclette). Il divieto di sedersi di cui alla presente ordinanza non si applica sulle panchine e nelle aree dei pubblici esercizi o aree pubbliche esterne, di pertinenza dell'attività, legittimamente autorizzate all'occupazione di suolo pubblico.

Sdraiarsi o dormire sulle panchine.

Consumo di bevande alcoliche: vietato il consumo di qualsiasi genere nelle strade o piazze pubbliche o aperte al pubblico transito, salvo che detto consumo avvenga all'interno dei locali e delle aree del pubblico esercizio o nelle aree pubbliche esterne, di pertinenza dell'attività, legittimamente autorizzate all'occupazione di suolo pubblico.

Vendita di alcolici: vietata la vendita, anche per asporto, di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 19 fino alle 24.

Somministrazione di alcolici: vietata dalle ore 21 fino alle 3 in contenitori di vetro o lattine, salvo che il consumo nei sopra citati contenitori avvenga all'interno dei locali e delle aree del pubblico esercizio o nelle aree pubbliche esterne, di pertinenza dell'attività, legittimamente autorizzate all’occupazione di suolo pubblico.

Le sanzioni

L'inosservanza dei precetti è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria determinata tra 25 e 500 euro, con pagamento in misura ridotta fissata in 100 euro, salve spese di notifica e altri oneri di legge e di procedimento. Prevista anche la sanzione accessoria del sequestro amministrativo delle cose che servirono a commettere la violazione e che possono formare oggetto di confisca.

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