Campo nomadi di Coltano, ordinanza di sgombero per quattro famiglie: "Revocarla subito"

Le associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa chiedono all'amministrazione comunale di trovare una soluzione, attraverso l'apertura di un tavolo con le famiglie interessate e con la Regione

Con un intervento effettuato la scorsa settimana la Polizia Municipale di Pisa ha notificato un'ordinanza di allontanamento a quattro nuclei familiari del campo di Coltano. Lo rendono noto le associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa.
"L'insediamento di Coltano è diviso in due aree: da un lato il 'villaggio', con le famose 'casette' assegnate ai rom; dall'altro il 'campo', dove abitano famiglie che non sono rientrate nell'area attrezzata. Da mesi si discute del destino di questa seconda area - affermano le due associazioni -  oggi l'amministrazione ha dato la sua risposta: quattro nuclei verranno sgomberati, ma solo a due di questi è stata proposta una dignitosa soluzione abitativa. Le altre famiglie, nelle quali vi sono anche bambini, dovranno allontanarsi".

"L'amministrazione comunale ripropone la consueta strada degli anni passati. Nel frattempo, il mondo intorno a noi è cambiato - proseguono le associazioni - l'Italia si è dotata di un programma nazionale denominato 'Strategia di Inclusione', che chiede di interrompere la spirale perversa degli sgomberi, e di avviare progetti di inserimento abitativo. La Regione Toscana ha creato tavoli di lavoro con gli enti locali per trovare soluzioni abitative e per scongiurare gli sgomberi forzati. Vi sono fondi europei stanziati per progetti validi e innovativi, e già alcune città toscane hanno avuto accesso a questi fondi. Il Comune di Pisa non ha presentato alcun progetto ed è oggi il fanalino di coda delle politiche sociali sui rom, sia a livello regionale che nazionale".

"A pochi chilometri da Coltano, un altro campo, quello della Bigattiera, ha suscitato aspre polemiche nei mesi scorsi - aggiungono ancora da Africa Insieme e Rebeldìa - una mozione del Consiglio Comunale obbligava il sindaco a ripristinare l'erogazione della luce elettrica e dell'acqua corrente, e a garantire il trasporto scolastico dei bambini. Oggi, a quasi sei mesi di distanza, nulla si è mosso, e quella comunità continua ad essere priva dei servizi essenziali".

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Africa Insieme e Rebeldìa propongono una soluzione, da loro definita, "la più semplice": revocare l'ordinanza di sgombero e aprire un tavolo di lavoro con le famiglie interessate, con la Regione e con le associazioni, per trovare soluzioni condivise e rispettose dei diritti fondamentali.

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