Canapisa: no alla vendita di bevande in vetro e in lattina

Il prefetto ha disposto il provvedimento in un'apposita ordinanza, ma è duro il commento di Confcommercio: "Grottesco, locali a rischio multa per un'aranciata!"

Niente vetro e lattine, sia di alcolici sia di analcolici. E' la decisione assunta dal prefetto di Pisa Angela Pagliuca in occasione di Canapisa, la street parade antiproibizionista che sabato 19 maggio attraverserà le vie del centro storico. Alla manifestazione sono attese centinaia di persone provenienti da tutta la regione e non solo.

Il percorso di Canapisa

Il prefetto ha così emesso un'ordinanza che vieta la vendita di bevande in contenitori di vetro e lattine che, soprattutto per quanto riguarda bicchieri e bottiglie di vetro rotti, possono essere abbandonati in strada e rappresentare un pericolo per l'incolumità delle persone, oltre a rappresentare elemento di degrado.

Così da Palazzo del Governo la dottoressa Pagliuca, recependo anche il parere del questore, disponde, si legge nell'ordinanza:

a) dalle ore 14 sino alla partenza del corteo, il divieto di vendita di bevande in contenitori di vetro e lattine nonché la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche nelle seguenti vie adiacenti la zona di partenza del corteo e le principali vie di adduzione al punto di concentramento dei manifestanti: Silvio Pellico, Piazza S. Antonio, via Riccardo Zandonai, Piazza della Stazione, via Gramsci, via Mascagni, via Colombo, Piazza Vittorio Emanuele; 

b) al passaggio della manifestazione, il cui inizio è previsto per le ore 16, nell’area compresa nel seguente perimetro della città di Pisa, il divieto di vendita di lattine e bevande con contenitore di vetro e lattine, nonché la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche per il tempo strettamente necessario al transito del corteo lungo il seguente percorso piazza Sant’Antonio, via Silvio Pellico, via Cesare Battisti, viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via San Gallo, Lungarno Fibonacci, Ponte della Fortezza, Lungarno Bruno Buozzi, Via del Borghetto, Via Luschi, Via Gioberti, Via Garibaldi, con termine nel parco di via Canevari.

La reazione di Confcommercio

Secco il commento del direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli. "Assurdo e inaccettabile che a pagare per una manifestazione inqualificabile come Canapisa siano locali e pubblici esercizi regolari della città. E' il mondo alla rovescia. Secondo questa ordinanza, peraltro non concertata con le categorie, l'ordine, la sicurezza e l'incolumità delle persone sarebbe garantita non vietando o controllando drasticamente una manifestazione che fa dell'antiproibizionismo e dell'illegalità la propria ragione d'essere e bandiera, ma vietando a bar e locali del centro la vendita, non solo di alcolici e superalcolici, ma persino di lattine di aranciata e coca cola! Ora, non basterebbe il più bravo degli strizzacervelli per convincerci del fatto che siamo in presenza di un provvedimento un minimo sensato. Comprendiamo a malincuore, pur non condividendoli affatto, eventuali provvedimenti di restrizione per gli alcolici, ma arrivare a sanzionare addirittura la vendita di bevande analcoliche solo perchè contenute in una lattina, vuol dire che ogni limite di ragionevolezza è stato superato”.

"E così, sabato prossimo si assisterà ad uno spettacolo grottesco - continua il direttore Pieragnoli - da un lato, i manifestanti potranno a buon titolo abbandonarsi ai soliti bagordi a base di fumo e alcool, così come è accaduto sempre negli anni precedenti, mentre dall'altro, i pubblici esercizi regolari rischieranno multe salate persino in caso di vendita di una semplice e innocua lattina di aranciata”. “La legalità diventa così una clava per colpire chi quotidinamente lavora e rispetta le regole, mentre gli abusivi potranno continuare a sguazzare nei loro affari illegali - conclude Pieragnoli - il cortocircuito è paradossale, e considerando che i danni economici saranno tutti a carico dei commercianti, i mille disagi addosso ad una città letteralmente asservita al volere degli organizzatori di Canapisa, il nostro accorato invito al prefetto è che questo aspetto intollerabile dell'ordinanza sia prontamente modificato”.

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