Vettovaglie 'a numero chiuso', Pd: "Dal sindaco un piano 'Chiudi Pisa'"

Critiche dai consiglieri Picchi e Basta sul provvedimento di Michele Conti che prevede accessi contingentati e chiusura dei locali entro le ore 24

"E' questo il sostegno della manovra Riapri Pisa alle attività chiuse da due mesi?". A chiederselo sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Olivia Picchi e Vladimiro Basta il giorno dopo la firma dell'ordinanza del sindaco Michele Conti sulla 'gestione' di Piazza delle Vettovaglie nella fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Il provvedimento del primo cittadino prevede accessi limitati e chiusura dei locali entro le ore 24, un'ordinanza che ha l'obiettivo di evitare gli assembramenti che risulterebbero pericolosi per l'andamento dei contagi.
Ma la decisione del sindaco non trova l'approvazione del Partito Democratico.

"E' dal suo insediamento che Conti cerca un pretesto per far chiudere definitivamente i locali di piazza delle Vettovaglie e non solo. Il pretesto è arrivato, si utilizza il Covid 19 per mantenere promesse elettorali, poco importa se la misura è giusta e risolve o meno i problemi, a questa Giunta interessa solo l'annuncio - affermano Olivia Picchi e Vladimiro Basta - la posizione di Conti è semplicistica e irresponsabile: si individua un nemico, si fanno le multe, si chiudono i locali. Andare avanti a suon di ordinanze oltre a non risolvere il problema crea solo danno a quegli esercenti che in questa città ci investono e alla vivibilità di chi nella propria città ci vuole vivere e anche divertirsi. Il Covid poteva essere un'occasione per sperimentare nuovi metodi come fanno gli altri capoluoghi: Firenze, Bari, Milano che implementano progetti innovativi di diffusione della cultura del divertimento sano, di qualità che si coniughi con il rispetto della quiete. Elemento fondamentale per una città universitaria in considerazione del peso che l'università stessa ha nell'economia cittadina".

Da Picchi e Basta poi arrivano una serie di interrogativi al sindaco Conti: "Che differenza c'è fra piazza Vettovaglie e l'attigua piazza Sant'Omobono o le logge in Borgo Stretto? Cosa impedirà alle persone di spostare semplicemente l'assembramento nella via vicina? Pensa a un ristoro per i bar, i ristoranti e altri esercizi che rispetto a quelli delle vie limitrofe subiscono restrizioni? Si pensa, leggiamo dai giornali, a un'estensione ad altre aree della città. In questi giorni di lockdown le piazze anche in pieno giorno sono state teatro di spaccio e risse. Questo fatto non l'ha portata a pensare che il fenomeno è complesso e che una città vuota è una città più insicura? Non ha pensato al ruolo di presidio di sicurezza che svolgono i locali?".

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"Oggi dopo due mesi di chiusura delle attività ci si sarebbe aspettati che la Giunta Conti mettesse in atto misure a sostegno dei settori maggiormente colpiti, noi di proposte ne abbiamo fatte molte, invece si legge di ordinanze che determineranno la chiusura di molte attività con ricadute enormi anche sul piano occupazionale ed in termini di attrazione turistica - concludono i due consiglieri comunale Pd - suggeriremmo a questo punto al sindaco di cambiare il nome del piano da 'Riapri Pisa' a 'Chiudi Pisa'. Da città della quiete, slogan di questa maggioranza), a città morta il passo è breve. Quando ci accorgeremo degli effetti di questi provvedimenti temiamo sarà tardi".

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