Guardistallo, ancora un attacco dei predatori: pecore sbranate dai lupi in pieno giorno

Provvidenziale l'intervento dei cani maremmani che hanno evitato una mattanza peggiore. Coldiretti: "Il settore è al collasso"

Ancora un attacco dei predatori ai danni dei greggi. Stavolta i lupi hanno scelto il pieno giorno per entrare in azione. Erano poco più tardi delle 15 di martedì 13 novembre quando i cani maremmani hanno iniziato ad abbaiare. Pochi secondi e due pecore dell’azienda Il Proprio, a Guardistallo, nella Val di Cecina, sono state strappate al gregge tra le 'urla' delle altre. Sono state ritrovate poco distante. Una era senza vita, l’altra ferita gravemente. Solo l’intervento dei cani maremmani a difesa del gregge ha evitato una mattanza ben peggiore.

Nuova denuncia di Coldiretti che a pochi giorni dall’ennesimo caso nel volterranno a danni di due aziende è costretta a tornare ad alzare la voce. Anche a Guardistallo, così come a Volterra e Castelnuovo Val di Cecina, non era la prima volta e non si trattava di un attacco isolato. “Il bilancio di questo autunno è pesante - ammette Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa - i predatori sono una tassa per le aziende ovicaprine delle nostre montagne che vanno a complicare una situazione già molto critica anche alla luce delle disdette, arrivate pochi giorni fa, dei contratti di fornitura di latte di Alival e Granarolo che coinvolgono anche aziende locali. Il settore è al collasso. E’ evidente che così non si può andare avanti e che l’agricoltura non può continuare a sfamare predatori ed ungulati a piede libero. Servono misure e servono con urgenza”.

L’azienda finita sotto attacco ha già provveduto alla segnalazione ad Artea. Complessivamente sono state indennizzate, nel 2017, 268 aziende toscana a fronte di 590 domande per quasi 500mila euro di risarcimenti: “L’azienda - conclude Filippi - aveva adottato anche misure preventive come le recinzioni ed i cani da guardia. Farà la richiesta di indennizzo ma non è questa la strada. Noi vogliamo allevare pecore e mucche e coltivare i campi, non allevare cinghiali ed ibridi”.

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