Al via il piano di recupero dell'area S.Chiara, a gennaio la gara per completare Cisanello

Con l’approvazione in Giunta del piano di recupero dell’area a ridosso della Torre, sarà possibile vendere gli edifici e terminare il nuovo ospedale a Cisanello, compresa l’area della didattica e della ricerca medica universitaria

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Con il passaggio oggi in consiglio comunale, cui spetta il compito di emanare un atto di indirizzo prima dell’adozione da parte della Giunta (mercoledì 28 novembre), giunge a una tappa cruciale l’iter sul piano di recupero dell’ospedale Santa Chiara, secondo il progetto firmato dall’architetto David Chipperfield.

Dal riassetto urbanistico e dalla conseguente valorizzazione dell’area storica limitrofa alla Torre di Pisa, attraverso la vendita dei 21 edifici di proprietà di Azienda ospedaliera e Università di Pisa, dipende infatti buona parte dell’operazione di trasferimento definitivo di tutto l’ospedale a Cisanello, con il completamento del cosiddetto “II potenziamento”. Si tratta di un’operazione da circa 300 milioni di euro di importanza strategica enorme per la collettività e per il servizio sanitario regionale, perché consentirà da un lato di riqualificare una delle aree di maggiore pregio storico della città, con evidenti ricadute di tipo economico, dall’altro di eliminare definitivamente la frammentazione dei reparti ospedalieri su due presidi e di concentrare tutto il nocciolo dell’area assistenziale, didattica e della ricerca in un moderno monoblocco ispirato agli standard di qualità, sicurezza e risparmio energetico fra i più avanzati in Europa.

La tappa di oggi giunge quindi a coronamento di un lavoro congiunto che ha impegnato negli ultimi anni, dall’Accordo di programma firmato nel 2005 fino ad oggi, tutti gli Enti coinvolti a vario titolo in quest’operazione, fra cui il Comune, la Regione, l’Aoup, l’Università di Pisa, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, la Soprintendenza, la Provincia, l’Ufficio Fiumi e Fossi, il Comune di San Giuliano Terme ed altri. Una cabina di regia che, lavorando con tabelle di marcia ben definite e conferenze dei servizi, ha consentito di predisporre tutte le azioni necessarie per arrivare alla fase di indizione della gara prevista per il mese di gennaio 2013. Sarà una gara unica per Aoup e Università, un appalto integrato su progetto definitivo per la progettazione esecutiva, la costruzione degli edifici (2° potenziamento, piastra dei laboratori e ricerca, centrali tecnologiche, polo didattico e scuole mediche di base universitarie), la gestione delle centrali di energia e la manutenzione degli impianti e degli edifici per 10-15 anni. Un iter che, prima di approdare in Giunta, è stato condiviso anche tramite un percorso di discussione e approfondimento in I Commissione urbanistica.

Che l’approvazione del piano di recupero del Santa Chiara sia strettamente funzionale alla realizzazione del completamento del “Nuovo Ospedale Santa Chiara” in Cisanello è evidente, dal momento che ben 135 milioni della somma ricavata dall’alienazione degli immobili di proprietà dell’Aoup e dell’Università (21 edifici del Santa Chiara, complesso dei Trovatelli, ex Ospedale del Calambrone, via Zamenhof, San Zeno ecc..) dovranno essere destinati alla costruzione del nuovo.

Quindi, la gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione del nuovo ospedale è vincolata all’ottenimento di due obiettivi: 1) l’approvazione del piano di recupero del Santa Chiara da parte del Comune; 2) il decreto di autorizzazione alla vendita da parte della Soprintendenza, dal momento che gli edifici di Santa Chiara sono tutti vincolati.

Con l’approvazione del piano di recupero del Santa Chiara, sarà variata la destinazione d’uso degli immobili in commerciale, abitativa, ricettiva, sociale  - insomma, tutte le attività previste nel centro storico della città - gli edifici verranno alienati, nell’interesse pubblico, proprio per consentire la realizzazione del nuovo ospedale, opera di interesse eminentemente pubblico. 

COSTI: il completamento del “Nuovo Ospedale Santa Chiara” in Cisanello costerà 306 milioni all'Aoup e 52 milioni all’Università. Dei 306 a carico dell’Aoup, 245 milioni serviranno alla realizzazione degli edifici, 41 milioni per la realizzazione delle opere complementari e di urbanizzazione primaria e secondaria, 20 milioni per arredi e attrezzature.

 

FONTI DI FINANZIAMENTO AOUP:

  • Regione Toscana: 140 milioni;
  • Ex art. 20 (Stato): 41 milioni (30 + 11);
  • Alienazione immobili: 83 milioni;
  • Mutuo contratto dall’Aoup: 42 milioni.

In questi anni c’è stata una rivisitazione del progetto secondo la logica di ottimizzazione degli spazi, flessibilità dell’accoglienza e organizzazione dell’attività sanitaria per intensità di cure, che ha portato alla redazione di un piano attuativo che fa coincidere le esigenze del paziente, al centro del processo di cura, con quelle di una corretta pianificazione urbanistica, architettonica e sanitaria. Sarà quindi un modello di ospedale a monoblocco orizzontale, con la concentrazione delle aree critiche (blocchi operatori, terapie intensive) sullo stesso piano, accessibile, funzionale, con una  piastra tecnologica unica e una mobilità interna ecosostenibile. Agli stessi principi si è ispirato anche il nuovo Statuto aziendale approvato a fine 2011, che riorganizza l’Aoup sia a livello di Strutture che di Dipartimenti, seguendo il principio di garantire al paziente un vero e proprio “percorso assistenziale” all’interno delle principali discipline diagnostiche. Infine, l’impresa che si aggiudicherà i lavori dovrà garantire l’impiego di ogni possibile fonte alternativa di energia (es. geotermica, solare, ecc) nonché della filosofia legata alla trigenerazione (contemporanea produzione di fluidi caldi, fluidi freddi ed energia elettrica), con la possibilità anche di una rete di teleriscaldamento, il tutto finalizzato a incrementare il rendimento globale dell’intero sistema ospedale.

 

Emanuela del Mauro

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