Piena dell'Arno: "Emergenza alla spalle, monitoriamo il deflusso delle acque"

Il punto della situazione in una conferenza stampa convocata in Prefettura: "Il sistema ha funzionato bene". Il fiume torna sotto il secondo livello di guardia

Alcuni momenti della conferenza stampa convocata in Prefettura

L'emergenza è ormai alle spalle e la situazione dell'Arno sta gradualmente tornando alla normalità. E' quanto emerso questa mattina, 18 novembre, nel corso di una conferenza stampa convocata in Prefettura per fare il punto della situazione sulla piena del fiume che, poco prima delle 12 odierne, è tornato sotto il secondo livello di guardia fissato a 4,50 metri. Presenti, oltre al prefetto, Giuseppe Castaldo, anche il sindaco di Pisa, Michele Conti, il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, e il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Ugo D'Anna.

Finita l'emergenza

Il primo a prendere parola è stato il prefetto Castaldo: "Si è trattato di una piena - ha esordito Castaldo - impegnativa per tutti. Sabato sera abbiamo preallertato l'Esercito, mentre la fase più delicata è stata sicuramente la domenica mattina quando i dati ci indicavano un rischio concreto di esondazione. A quel punto abbiamo deciso di far scattare tutte le misure di prevenzione. Il sistema ha funzionato bene e la situazione è tornata a migliorare gradualmente a partire dalla serata di domenica. Ora l'emergenza è rientrata, monitoreremo il deflusso delle acque fino a stasera".

Nel corso della giornata odierna si prevedono piogge in molte zone della Toscana. "Si tratterà però perlopiù di precipitazioni a carattere temporalesco - ha spiegato Francesco Pistone, del Genio Civile della Regione Toscana - che si verificheranno in particolare sulla costa e che quindi non dovrebbero incidere più di tanto sulla situazione dell'Arno".

Oltre 500 persone per fronteggiare l'emergenza

Sono state circa 500 le persone che hanno lavorato alla sicurezza dei cittadini durante la fase di emergenza tra Protezione Civile, militari, forze di polizia, Vigili del Fuoco e personale di Comune, Provincia e Regione. "Fortunatamente - ha concluso il prefetto - non ci sono stati danni a persone e sono limitati anche i danni alle cose. Nei prossimi giorni farò visita a quei comuni della nostra provincia che sono stati più colpiti dalla piena". Tra le zone più colpite c'è la Valdicecina, dove si sono verificati allagamenti e danni in diverse azienda agricole. Nessuna criticità invece per le circa 35 persone fatte evacuare domenica, in via precauzionale, in Golena d'Arno a Cascina.

Per affrontare la piena dell'Arno i Vigili del Fuoco avevano inoltre attivato domenica circa 70 unità tra sommozzatori e personale anfibista specializzato per il soccorso acquatico, oltre a strutture logistiche mobili in caso di necessità. "Tutto questo - ha detto il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Ugo D'Anna - per garantire i soccorsi anche in presenza di acqua per le strade". 

Negozi e viabilità

Come stabilito dall'ordinanza hanno riaperto alle ore 12 di lunedì le attività commerciali che erano state chiuse dalle 18.30 di domenica sera. Riaperti al traffico veicolare, dalle 12, anche i lungarni pisani e i ponti che collegano le due sponde del fiume. Al momento non è invece ancora chiaro quando inizierà lo smontaggio dei panconcelli montati sulle sponde. Circa 25 le attività (principalmente minimarket, ma anche bar, pub e perfino un supermercato, quasi tutti nell'area centrale della città) che non hanno rispettato l'ordinanza di chiusura disposta dal sindaco Conti. Per loro si aprirà ora una fase di istruttoria, al termine della quale potrebbero rischiare un processo penale per 'violazione dei provvedimenti dell'autorità'. "Per questo tipo di violazione - ha spiegato il comandante della Municipale di Pisa, Michele Stefanelli - si rischia fino a 3 mesi di carcere o una ammenda fino a 206 euro, senza considerare le spese legali".

Situazione tornata alla normalità anche per quanto riguarda lungarno D'annunzio e i ponti che erano stati chiusi ieri a Santa Croce, a La Botte, sulla SP 6 a Castelfranco e sulla SP29.

"Più investimenti sulla manutenzione dei fiumi"

Decisivi nel contenere la piena sono risultate anche le opere idrauliche attivate nel corso dell'emergenza. Dai panconcelli montati dai militari sulle sponde dell'Arno ("dei piccoli Mose ottocenteschi che fortunatamente funzionano" come li ha definiti il sindaco Conti) fino all'attivazione dello Scolmatore d'Arno (attualmente ancora attivo) e delle casse di espansione di Roffia (che invece al momento stanno scaricando l'acqua accumulate nella notte). "Le opere idrauliche hanno funzionato - ha affermato il sindaco Conti - ma in futuro sarà necessario investire molto di più nella manutenzione ordinaria del fiume, pulendo il greto dell'Arno dalla foce fino a Firenze". Affermazione condivisa anche dal presidente della Provincia Angori secondo il quale gli "investimenti in manutenzioni sono al momento più importanti che investire in nuove opere idrauliche".

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Dichiarato lo stato di emergenza

Su proposta del presidente Enrico Rossi è stato dichiaro lo stato di emergenza regionale. La dichiarazione consentirà anche di chiedere al Governo un'analoga dichiarazione di emergenza nazionale, consentendo così di attivare finanziamenti e di velocizzare le procedure a favore sia dei soggetti pubblici che privati.

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