Incendio sul Serra: c'è anche la polemica social per sgarbi istituzionali

Va avanti da martedì il battibecco fra il consigliere regionale Pd Mazzeo e il sindaco della Lega Ceccardi, con anche la risposta del ministro Centinaio

La visita del ministro (foto da profilo Facebook Susanna Ceccardi)

Nella concitazione dell'emergenza incendio sul Monte Serra non è mancata la polemica politico-istituzionale. Il botta e riposta a mezzo Facebook va avanti da martedì 25 settembre, giorno in cui il fuoco ha bruciato per tutta la notte fra Calci, Vicopisano ed in parte Cascina, fino a raggiungere le zone abitate (Vedi il punto degli ultimi due giorni). I protagonisti della lite sono il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo, il sindaco leghista di Cascina Susanna Ceccardi ed il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio.

Ad accendere la miccia social è stato Mazzeo, che in un post in cui aggiornava sullo stato dell'incendio ha inserito un passaggio circa l'arrivo del Ministro a Calci: "Questo è il momento degli atti concreti, non delle passerelle come ha fatto oggi (25 settembre ndr) il ministro Centinaio: senza avvertire neanche il presidente Rossi della sua visita, è arrivato per qualche fotografia ma non ha preso neanche un impegno da parte del governo". 

Il ministro ha risposto il giorno dopo, 26 settembre: "Questo signore critica il sottoscritto reo, a parer suo, di aver fatto passerella in occasione del drammatico incendio di questi giorni. Due considerazioni: 1) essere andato sul posto per rendermi conto personalmente dell'accaduto, senza fare il fenomeno, e per parlare con i sindaci e con gli operatori sul posto non è passerella ma buona amministrazione. 2) Ma questo signore è lo stesso che durante la mattinata di ieri (25 settembre ndr) accompagnava il presidente della Regione Rossi e che ieri sera era lì con noi (quindi due apparizioni sul posto).. la sua non è passerella? Continuo nella mia opera: lavoro e zero polemiche. A disposizione del presidente Rossi e della Toscana per aiutare chi ha subito danni... compatisco chi usa il proprio tempo per sterili polemiche inutili".

Il 25 settembre si è svolta a Calci una conferenza stampa con Rossi ed i sindaci coinvolti dall'emergenza per fare il punto sulle operazioni e le misure di sicurezza. Vertice però al quale mancava il sindaco di Cascina Ceccardi, che poco dopo il post del ministro ha scritto: "Mazzeo viene a dire che il ministro fa la passerella, quando invece viene a dare risposte concrete alle amministrazioni. Io, pur essendo stata colpita come sindaco da alcuni incendi sul mio territorio, non ho ricevuto neanche una chiamata da Enrico Rossi, assessori regionali e consiglieri del Pd. I nostri ministri invece non hanno chiamato soltanto me, ma anche il sindaco di Calci di centrosinistra. La differenza sta nei fatti".

Oggi, 27 settembre, Mazzeo è tornato a scrivere rivolgendosi sia alla Ceccardi che al ministro: "No, sindaco Susanna Ceccardi, noi non abbiamo niente di che vergognarci se siamo andati subito a verificare la situazione a Calci e Vicopisano dove ci sono famiglie, imprese, agricoltori, allevatori che hanno perso tutto e dove da giorni sindaci, volontari, vigili del fuoco e personale del servizio anti incendi boschivi sono in prima linea facendo un lavoro straordinario. Non abbiamo di che vergognarci se per loro, come Regione Toscana, abbiamo stanziato subito 300mila euro per far fronte alle prime necessità. Non abbiamo di che vergognarci se abbiamo chiesto al Ministro che impegni subito risorse straordinarie per il nostro territorio che dopo l’emergenza è chiamato alla sfida più difficile: ripartire".

Poi ancora, chiamando in causa anche il sindaco di Pisa Conti per i fondi legati alla riqualificazione del quartiere stazione: "Esiste un mondo anche fuori da Cascina, sindaco Ceccardi, e invece di fare l’offesa dovresti essere contenta che i cittadini del tuo comune non abbiano subito gravi conseguenze come accaduto altrove. E dovresti essere al nostro fianco nel chiedere con forza al ministro Gian Marco Centinaio le risorse necessarie e, se sarà possibile, lo stato di emergenza nazionale. Abbiamo già un sindaco, a Pisa, che si lava le mani di fronte allo scippo dei fondi per la riqualificazione delle periferie. Non fare altrettanto. Se quei soldi arriveranno e saranno usati rapidamente e bene ringrazieremo il governo come è giusto che si faccia fra istituzioni, finché non sarà così noi lo chiederemo ogni giorno. Non per noi, ma per coloro che in quei comuni vivono e lavorano e adesso non hanno più niente".

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