Pratale: "Polpette avvelenate nelle aree per cani, fate attenzione"

A segnalare il pericolo è un'abitante della zona che denuncia due episodi di avvelenamento che hanno visto protagonista il suo beagle di 4 anni

L'area di sgambatura per i cani di via Montello, nel quartiere di Pratale

Polpette avvelenate nell'area per sgambatura cani di via Montello, nel quartiere di Pratale, a Pisa. A segnalare il pericolo è un'abitante della zona, Ilaria Tonelli. "Il 12 ottobre scorso - racconta la donna - sono andata con Jethro, il mio beagle di 4 anni, nell'area per cani di via Montello. A un certo punto ho notato che l'animale ha iniziato a mangiare un pezzo di carne cruda trovato in terra. Ho provato a toglierglielo di bocca ma non ho fatto in tempo".

Rientrata a casa la donna, sospettando potesse trattarsi di cibo avvelenato, ha fatto bere dell'acqua ossigenata all'animale. "In quel modo il cane ha rigettato. Ho prelevato i resti del cibo rimesso e li ho portati a fare analizzare all'Istituto Zooprofilattico di Pisa. I risultati delle analisi sono arrivati nei giorni scorsi e il campione è risultato positivo al Flocoumafen, un veleno per topi che avrebbe anche potuto uccidere il mio cane".

Non è però la prima disavventura del genere accaduta al beagle. "A luglio scorso - racconta ancora la donna - è successa una cosa simile nell'area di sgambatura per cani di via Foscolo, sempre in zona Pratale. Anche in quel caso Jethro ha mangiato un pezzo di carne trovato lì, senza che riuscissi a fermarlo in tempo. Mi è venuto il sospetto che potesse essere avvelenato e dopo averlo fatto vomitare l'ho fatto analizzare. Alla fine il cibo è risultato positivo ad un altro veleno per topi: il Bromadiolone".

La donna mette quindi in guardia i padroni che frequentano le due aree. "L'invito - continua Tonelli - è quello di stare attenti ai propri cani e a quello che possono mangiare. Io, con un po' d'ansia, continuo a frequentare entrambi i posti: non ho un giardino e Jethro ha bisogno di uno spazio dove poter correre e socializzare con gli altri animali. Forse - conclude la donna - servirebbero dei controlli da parte delle autorità competenti. Anche delle telecamere di videosorveglianza potrebbero funzionare come deterrente".

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