25 Aprile, Ceccardi: "Infami e violenti anche sotto una divisa da partigiano"

Un post polemico del primo cittadino di Cascina nel giorno della Festa della Liberazione

Un post tagliente nel giorno della Festa della Liberazione. E' quello pubblicato il 25 aprile su Facebook dal sindaco di Cascina Susanna Ceccardi, una riflessione che non ha mancato di sollevare le proteste del popolo del social bianco-blu.

"Il processo di liberazione dal nazi-fascismo in Italia, non fu solo bandiere alle finestre, famiglie in giubilo e barrette di cioccolata dell’esercito alleato che entrava nelle città - scrive Ceccardi - il processo di liberazione comportò indicibili soprusi a danno di tante famiglie italiane perbene, vi presero parte tanti infami e violenti che rimanevano tali anche sotto una divisa da partigiano e in tanti paesi del Lazio la liberazione è ancora ricordata per gli stupri di massa perpetrati dai corpi francesi in Italia, le cosiddette marocchinate. Il processo di liberazione è fatto di tante storie vere che nei decenni sono state censurate, proprio come le foibe".
"La festa del 25 aprile ci lascia un messaggio - prosegue il sindaco cascinese - i conflitti portano sempre ad azioni terribili, anche se commesse in nome di ideali altisonanti e giusti. I responsabili degli orrori commessi probabilmente oggi non vivono più. Proprio per questo, per raggiungere una vera serenità e pacificazione Nazionale, è giusto ricordare in questa giornata tutti gli errori di quell’orrenda guerra. Perché la Libertà deve essere necessariamente un valore condiviso, dalla Storia e dall’umanità".

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