Base militare di Camp Darby: "No al suo potenziamento, fermiamo i lavori"

E' quanto afferma Ucic-Prc: "Governo italiano e americano al lavoro per potenziare la struttura. Pronti ad opporci utilizzando anche i nostri corpi". Question time al sindaco Filippeschi

"Porteremo la questione in tutti i Consigli Comunali che insistono nell’area del Parco per bloccare il via libera del Governo". E' quanto afferma Ucic-Prc in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby. "In questi mesi - scrive in una nota Ucic-Prc - nel più totale silenzio, il governo americano e quello italiano stanno lavorando per potenziare le strutture della base, destinata a diventare la 'polveriera' del Mediterraneo per il trasporto di armi verso le guerre americane nel mondo".

"Nei mesi scorsi - continua Ucic-Prc - è stato presentato il progetto di una nuova linea ferroviaria che collegherà la stazione di Tombolo con un nuovo terminal di 18 metri di altezza all’interno della base e un altro terminal più piccolo che avrà le funzioni di controllo e sicurezza. La linea prevede anche la realizzazione di un ponte girevole sul canale dei Navicelli e verrà ingrandito il molo esistente 'Tombolo dock': il tutto per poter gestire un traffico fino a 2 treni al giorno (oggi, di norma, si prevede un treno ogni 2/3 mesi). E’ quindi prevedibile che dagli arsenali di Camp Darby, una volta realizzato questo progetto, sarà un continuo via vai di mezzi e armi per i molteplici scenari di guerra in cui gli Usa sono impegnati".

"Il Governo italiano - prosegue Ucic-Prc - non solo si è fatto copromotore di questa operazione ma l'ha definita 'un’opera destinata alla difesa nazionale' e che, per questa ragione, 'ha l’esonero dal controllo di conformità urbanistica'. Quindi a nulla varrà che queste grandi strutture siano in contrasto con il Piano Territoriale del Parco e con il Piano di Gestione delle Tenute di Tombolo e Coltano. Non solo, anche la Valutazione di Incidenza, obbligatoria per il fatto che l’area interessata è all’interno di un habitat prioritario, non potrà impedire la realizzazione dell’opera che, tanto per citarne una, prevede l’abbattimento di circa 1.000 alberi nel cuore della riserva".

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Il gruppo consiliare, che ha depositato un question time al sindaco Filippeschi, chiede invece di chiudere l'area per riconvertirla ad usi civili. "E’ questa d’altronde - continua Ucic-Prc - la richiesta approvata alcuni fa dallo stesso consiglio comunale di Pisa. Chiederemo subito al sindaco Filippeschi se e quando è stato messo al corrente di questo progetto e, nel caso, perché ha tenuto tutto nel più assoluto silenzio. Non siamo disposti a tollerare che i nostri territori siano servitù per il trasporto di materiale bellico: nessuna infrastruttura civile deve essere messa a disposizione per queste attività. Porteremo la questione con urgenza in tutti i Consigli Comunali che insistono nell’area del Parco per bloccare il via libera del Governo. Lo stesso faremo a livello regionale e nazionale. Vogliamo impedire, se necessario lo faremo anche utilizzando i nostri corpi, l’avvio di questi lavori che servono solo a rendere sempre più efficacemente mostruosa la macchina della guerra in cui Camp Darby svolge sempre di più un ruolo centrale".

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