Va avanti il potenziamento di Camp Darby: appello per fermare i lavori

Contrari all'intervento da 40 milioni di euro per la movimentazione delle armi 'Diritti in Comune' e Legambiente

Immagine di repertorio

Il 22 settembre scorso sono stati affidati i lavori per realizzare il nuovo tronco ferroviario dedicato al trasporto di armi e munizioni a Camp Darby. Si tratta di un ponte girevole sul canale dei Navicelli e 2,5 chilometri di linea ferroviaria, che connetteranno la base militare con la stazione di Tombolo. Secondo il progetto l'opera, finanziata con 40 milioni di euro dal governo Usa, faciliterà il trasporto dei materiali bellici dal porto di Livorno ai magazzini di stoccaggio, con un minor impiego del trasporto su gomma ed una maggiore sicurezza.

L'apertura del cantiere è quindi prossima, ma Legambiente Pisa avverte: "L'operazione è molto dolorosa per il territorio che si trova all'interno del parco regionale di Migliano-San Rossore-Massaciuccoli: 937 alberi autoctoni abbattuti e 7 ettari di verde consumati per fare posto a binari e cemento, senza contare il disturbo 'temporaneo' di altri 36 ettari circostanti. L'opera, approvata dalla commissione mista tra i governi italiano e statunitense (COMIPAR), è esonerata dal controllo di conformità urbanistica e quindi dal rispetto delle norme di gestione del territorio in quanto 'destinata alla difesa nazionale'. Quindi né Enti Locali né Ente Parco possono opporsi alla realizzazione. Ci domandiamo quale sia l'interesse nazionale italiano in un deposito di armi di uno stato estero che le userà in diverse parti del mondo per gli interessi nazionali propri".

Inoltre l'associazione ambientalista sottolinea che "L'Ente Parco ha espresso un parere negativo lanciando un allarme sui molti rischi ambientali, oltre quelli già citati: inquinamento di suolo e acque, impermeabilizzazione del suolo, dispersione di polveri, disturbo alla fauna che potrebbe abbandonare definitivamente il territorio circostante. L'Ente Parco ha anche proposto misure di mitigazione e compensazione, solo in parte considerate. Il danno resta".

Fra i primi oppositori del progetto ci sono gli esponenti di 'Diritti in Comune', di cui fa parte il gruppo consiliare Una Città in Comune-Rifondazione Comunista: "Solo grazie al nostro lavoro di controllo in consiglio comunale ad aprile questo progetto è stato reso pubblico e da subito abbiamo espresso la nostra contrarietà e ferma opposizione, perché l'Italia non può assoggettarsi passivamente a richieste che contrastano con i nostri principi costituzionali, che coinvolgono i nostri territori in pericolose dinamiche di guerra, che trasformano e mettono in pericolo ulteriormente un bene naturale che dovrebbe appartenere alle comunità locali".

"Nessuna parola poi - prosegue 'Diritti in Comune' - è mai stata spesa sul rischio a cui sarà esposta la popolazione, visto che si prevede un aumento della frequenza dei trasporti di materiali bellici: che lo spostamento via treno migliori ipso facto la sicurezza è una pura presa in giro. Inoltre, da quando in qua una maggiore e più veloce movimentazione di armi e munizioni verso i teatri di guerra costituisce un interesse pubblico? Interesse pubblico sono la pace, la democrazia, la tutela del territorio. Ancora, ci chiediamo: la Protezione Civile ha predisposto un piano specifico in caso di incidenti che coinvolgano mezzi, materiali o la stessa base? Non si sa. Magari è segreto, come segreto è stato il progetto per un anno".

"Rilanciamo quindi - conclude - un appello alle associazioni, i movimenti, le forze politiche e sindacali per la costruzione di una grande mobilitazione di massa, perchè i lavori del cantiere non partano mai".

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