Ospedali di Cisanello e Santa Chiara, i Cobas: "Precarietà diffusa, manca personale"

"Personale sacrificato da continui rientri e turni - afferma il sindacato - si guarda solo al profitto e non alla valorizzazione dei servizi sanitari"

Turnazioni irregolari, doppie notti, rientri sul giorno di riposo posti come straordinari programmati, chiusura di posti letto con carichi di lavoro in più per altri reparti. Sono solo alcune delle criticità denunciate dai Cobas Sanità come conseguenza della mancanza di personale, durante il periodo estivo, nei due presidi ospedalieri di Cisanello e Santa Chiara.

"Le mancanze - scrivono in una nota Giovanni Battista Marranchelli e Rossella Carella, rispettivamente responsabile aziendale e Rsu dei Cobas Sanità - sono in tutti i reparti ma le criticità maggiori si riscontrano nelle aree critiche: dal pronto soccorso, alle rianimazioni, passando per le sale operatorie. Mancano circa cento tra infermieri, Oss, tecnici di anestesia, tecnici della riabilitazione, ostetriche, amministrativi".

"In pediatria - continuano i rappresentanti dei Cobas - invece riducono di notte il personale da due infermieri a uno con gli stessi pazienti. L'azienda non assume o non vuole assumere, anche se lo potrebbe fare. Un esempio viene dalla mancanza di Oss (30% in meno) alla centrale di Sterilizzazione. Nonostante l'uscita di una graduatoria da parte dell’Estar per l’attribuzione d’incarichi per gli operatori soci sanitari l'Aoup non intende approfittare per fare queste assunzioni pur essendo incarichi a tempo determinato in genere rinnovabili di un anno".

Secondo i Cobas la precarietà lavorativa nei due presidi di Cisanello e Santa Chiara è ormai "condizione insuperabile". "Mentre da una parte - scrivono i Cobas - si utilizzano le agenzie interinali per permettere al personale di utilizzare le ore del cambio divisa imponendo riposi forzati, dall’altra si permette per esempio la migrazione di operatori sociosanitari della centrale di sterilizzazione, i quali, non ancora stabilizzati pur avendo i requisiti, sono costretti a migrare presso altre Aziende se la nostra non delibera le assunzioni".

"Operatori - prosegue il sindacato di base - che ormai hanno un’esperienza e una professionalità acquisita nel tempo difficile da sostituire in maniera tempestiva e che rappresentano una risorsa fondamentale in quanto permettono le sterilizzazione dei ferri chirurgici per le sale operatorie di tutta l'azienda Ospedaliera pisana e di Livorno. Sono risorse e anziché disperderle nel territorio toscano la dirigenza ospedaliera dovrebbe preoccuparsi di garantirne il prosieguo dell’attività".

"Il personale - concludono i Cobas - è sacrificato da continui rientri e con questa logica non si guarda alla valorizzazione dei servizi sanitari ma semplicemente al profitto che stona profondamente con la parola sanità pubblica. E’ questo quello che vorremmo chiedere alla nostra direzione: credete realmente che si possa risolvere il problema del personale sanitario assumendo a tempo determinato solo due operatori sociosanitari? Credete realmente che si possano sostituire gli infermieri con le agenzie interinali solo per un mese nonostante le carenze presenti? Come pensate di sostituire gli infermieri in scadenza di contratto determinato in questi giorni dal momento che non vengono stabilizzati?"

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