Camp Darby: presidio pacifista contro "i treni della morte"

La manifestazione è stata organizzata dal Comitato territoriale No guerra contro il progetto di costruzione di un'infrastruttura ferroviaria per il trasporto di armi

Il presidio di stamattina (foto Comitato Territoriale No guerra)

Circa 300 persone si sono radunate questa mattina, 2 giugno, davanti ai cancelli della base americana di Camp Darby per manifestare il proprio dissenso al progetto che prevede la costruzione di una linea ferroviaria per il trasporto di armi e munizioni. Il presidio è stato indetto dal Comitato territoriale No guerra - area Pisa e Livorno ed ha visto la partecipazione di alcune sigle politiche come Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, oltre alle associazioni ambientaliste contrarie all'intervento che prevede, come afferma il WWF, l'abbattimento di 937 alberi nel territorio del Parco di San Rossore.

"Numerosissime le associazioni presenti, realtà sociali, partiti, ambientalisti, tutti insieme accomunati da un intento comune: non far passare sotto silenzio questa grande opera di militarizzazione del territorio di Pisa e Livorno che si aggiunge all'allargamento del Fosso dei Navicelli per consentire il trasporto di armi sulle chiatte direttamente al porto di Livorno - affermano dal Comitato No guerra - i comandi militari Usa ordinano e il Governo italiano esegue, seguito a ruota delle amministrazioni locali e da quella regionale del presidente Rossi che da tempo erano a conoscenza dell'opera ma non hanno mai avvertito i cittadini considerati come dei sudditi senza diritto di parola".
"Nel giorno della Festa della Repubblica abbiamo capito che non c'è niente da festeggiare in un paese che ha cancellato diritti, welfare e non rispetta la volontà popolare come nel caso della abrogazione del voucher che stanno, sotto nuove forme, per essere ripristinati - proseguono - una repubblica con i suoi armadi della vergogna e una palese subalternità ai voleri del comando Usa, disposta a distruggere 1000 alberi per assecondare i piani militari, pronta a militarizzare i territori piegandoli a fini di guerra".
"Pisa e Livorno, la Toscana non sono zone di guerra - concludono - nei prossimi giorni organizzeremo assemblee a Pisa e provincia per denunciare l'opera di militarizzazione, saremo in Consiglio Comunale il giorno 15 quando discuteranno dell'argomento, disposti e pronti a boicottare la costruzione della ferrovia a uso e consumo della guerra".

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