Presidio per l'edicola confiscata alla mafia: si avvicina l'incontro Libera-Comune

Manifestazione nel pomeriggio di sabato in Piazza Garibaldi. L'associazione pisana risponde alle dichiarazioni del sindaco Conti

Foto Alessandra Nardini

Non si ferma il moto d'opinione contrario alla decisione dell'amministrazione comunale di Pisa di rimuovere l'edicola confiscata alla mafia in Piazza Garibaldi. Ieri pomeriggio, 11 gennaio, dalle ore 18, si è svolto un presidio che ha voluto ribadire quanto già spiegato dal responsabile provinciale di Libera. Il messaggio è che "l'edicola non è il simbolo di Libera, l'edicola è un bene della collettività, e come tale vogliamo richiederlo tutti insieme a gran voce, per una Pisa più bella e più pronta ad imparare dalla sua storia". Questo per "lasciare un segno che ricordi alla città quanto la lotta alla mafia non sia una questione fra pochi, ma di tutti, e per ricordare che il vero degrado è quello spazio silenzioso e orfano di storia".

E' previsto per mercoledì prossimo l'incontro fra l'associazione e l'amministrazione comunale. Prima però il referente di Libera Fabrizio Tognoni ha voluto replicare alle dichiarazioni del sindaco Conti con una lettera aperta a lui indirizzata, dopo che il primo cittadino, dopo giorni di silenzio, ha difeso la scelta del Comune. In particolare alcuni passaggi hanno richiesto, secondo Tognoni, una risposta puntuale, sempre "senza polemica" e per "fare chiarezza". 

Alle parole del sindaco "per mesi ho aspettato una proposta concreta di rilancio", il referente di Libera ha sottolineato come "la gestione dei beni confiscati vada considerata una grande opportunità, Invece spesso sembra che sia una grana da risolvere. Un problema la cui soluzione va delegata ad altri, se proprio lo vogliono fare". Poi rivolto a Conti: "In questi mesi la sua amministrazione cosa ha fatto? Perché non si è spesa accanto a noi per proseguire quel percorso progettuale di cui ci eravamo fatti promotori e di cui avevamo iniziato a discutere? Perché non ci ha più convocato per presentarci ad esempio le idee elaborate dal Comune per un efficace e duraturo impegno di forte rilevanza sociale, da attuare nel bene confiscato? A Pisa come a Palermo, il 'problema' della gestione e della valorizzazione, simbolica e concreta, di un bene confiscato, è prima di tutto appannaggio di chi governa il territorio in cui il bene ricade; non è compito di Libera o di chi per lei".

In seguito il sindaco ha espresso l'intenzione di fare un percorso insieme che "porti finalmente la cultura della legalità e dell'antimafia nelle scuole, fra la gente". "Finalmente? - ha incalzato Tognoni nella lettera - Come se finora non fosse stato fatto niente? Al di là dell'Edicola di Borgo Stretto, da oltre 20 anni la nostra Associazione porta avanti in città e in provincia percorsi formativi nelle scuole di ogni ordine e grado. Potremmo mostrarle i numeri degli interventi effettuati ogni anno e riportati nel Bilancio sociale che Libera Toscana pubblica annualmente. Potremmo dirle quante centinaia di nostri ragazzi hanno fatto esperienze di formazione estiva sui terreni confiscati alle mafie. In 6 anni, tra il 2014 ed il 2019, dall'edicola sono passate centinaia di studenti (dai bambini delle elementari agli adulti del Master APC); fino al 2018 molti clienti dell'edicola venivano anche da altri quartieri pur di sostenere l’esperienza di inserimento lavorativo delle persone che la gestivano".

Al degrado descritto da Conti, Tognoni risponde che "Comunque sia, certamente non è Libera ad essere responsabile di questa percezione: noi abbiamo fatto il possibile per mantenere un bene non nostro un luogo vivo e partecipato". Mentre sui disegni il referente specifica che "erano il frutto di un lavoro duraturo nelle classi, con il pieno coinvolgimento delle insegnanti, al termine del quale i bambini ed i ragazzi più grandi si erano anche prodotti in uno sforzo progettuale, avanzando le loro proposte per un riutilizzo sociale del bene confiscato: da un distributore di acqua pubblica, ad una biblioteca per il 'book crossing', fino ad un infopoint, magari gestito da studenti del liceo artistico in percorsi di alternanza scuola-lavoro per offrire delle visite guidate gratuite della città ed una guida sulla presenza dei beni confiscati in Toscana".

presidio edicola libera 11 gennaio 2020 2-2-2

In attesa del chiarimento della prossima settimana, altre voci sostengono il riposizionamento dell'edicola in Borgo. La consigliera regionale Alessandra Nardini: "A Pisa eravamo tante e tanti a dire che quell'edicola noi la rivogliamo lì, e vogliamo che torni a vivere e a ricordare a tutti che anche a Pisa la mafia ė esistita, ma è stata sconfitta. Di una targetta non ci accontentiamo. Vogliamo un luogo vivo, ben visibile e degli impegni concreti. E magari anche qualche risposta sul perché ha deciso di rimuovere quell'edicola così, come un agguato notturno, e di abbandonarla in un deposito. Un altro pugno allo stomaco. Perché oltre al merito, è grave anche il metodo. Martedì in Consiglio Regionale discuteremo con una mozione quanto accaduto".

Il consigliere regionale Andrea Pieroni: "Dobbiamo mantenere forte attenzione sulla questione fino all'incontro tra il Comune e Libera. L'amministrazione comunale faccia la sua parte in maniera attiva e propositiva, è necessaria una soluzione su un luogo idoneo che rispetti tutte le esigenze dell'edicola espropriata alla mafia siciliana nel 2013 e soprattutto si tenga conto del suo significato, ma anche su un suo nuovo riutilizzo, perché possa tornare ad avere vita".

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