Esuberi alla ex Continental: lavoratori in presidio di fronte all'azienda

E' scattato lo sciopero dopo l'annuncio dell'azienda di ulteriori esuberi nelle due sedi di San Piero a Grado e Fauglia

Sedici ore di sciopero e un presidio che si è svolto nella giornata di venerdì, 22 novembre, di fronte alla sede della Vitesco (ex Continental) a Fauglia. Un'agitazione, indetta dalla Fiom Cgil e condivisa da Fim-Cisl Pisa e Felsa-Cisl Toscana, per protestare contro gli esuberi annunciati dalla stessa azienda, esuberi che riguarderanno anche le sedi pisane (San Piero a Grado e Fauglia) e che da 500 sarebbero aumentati, secondo quanto denunciato dai sindacati, a 750.
La chiave per scongiurare i licenziamenti starebbe nella riconversione dei siti produttivi all'ibrido e all'elettrico. "Ci siamo resi disponibili a proseguire le produzioni a patto che gli stabilimenti di Pisa fossero coinvolti nel processo di riconversione - denunciano dalla Cgil - per tutta risposta il consiglio di amministrazione di Continental ha diffuso un nuovo comunicato che prevede una accelerazione del piano di ristrutturazione stesso: adesso i tagli annunciati sono per 750 lavoratori che arrivano a 1000 con i somministrati, con il rischio evidente di una possibile chiusura".
I vertici della Fiom Cgil di Pisa hanno avuto un incontro con la direzione aziendale. "E' uscito un quadro incerto dal punto di vista della tenuta occupazionale - riportano dal sindacato - in quanto non ci sono state date garanzie per una riconversione degli stabilimenti sull'elettro propulsione, l'unica che potrebbe garantire il mantenimento dei livelli occupazionali attuali". Così, proprio per il clima di incertezza, la Rsu annuncia l'inizio di un percorso di lotta per proteggere il lavoro dei 1200 occupati attualmente negli stabilimenti pisani.

Solidarietà ai lavoratori della Vitesco è stata espressa anche dalla consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini: "La Regione Toscana, così come avevo chiesto nella mozione di cui sono stata prima firmataria e approvata nelle settimane scorse in Consiglio Regionale, è al fianco dei lavoratori: da un lato sta lavorando per supportare percorsi di formazione, indispensabili in vista della transizione dei processi produttivi, e dall’altro chiede al Ministero dello Sviluppo Economico di inserire la situazione della Continental all’interno del tavolo di crisi nazionale sul settore auto". "L’obiettivo è quello di arrivare preparati al 2023 per scongiurare lo scenario peggiore - prosegue Nardini - e per farlo la Regione mette in campo un impegno preciso sulla formazione dei dipendenti. Sappiamo bene che gli stabilimenti pisani costituiscono due centri di ricerca esemplari nel settore della componentisca dell’auto; pertanto, la riconversione dell’intero settore verso il graduale sviluppo di una mobilità sostenibile non potrà che tener conto di questo patrimonio di competenze cresciuto negli anni nel nostro territorio grazie alla collaborazione con le Università toscane e il mondo dei servizi alle imprese".

La consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Irene Galletti ha partecipato al presidio di fronte allo stabilimento di Fauglia: “E’ inaccettabile l’accelerata che il colosso dell’automotive ha dato al piano di ristrutturazione. Da tempo chiediamo che vengano attivate tutte le azioni possibili volte a sostenere la riconversione delle competenze presenti nei due siti produttivi pisani, così da affrontare la sfida della competizione globale nei confronti di produzioni di componentistica elettrica. Il mese scorso il Consiglio regionale ha anche approvato una mia mozione in tal senso. Il fascicolo ex Continental è all’attenzione della sottosegretaria Todde e sarà mia premura informarla degli ultimi sviluppi. Per questo ho atteso l'esito dell'incontro con i vertici dell'azienda fuori dai cancelli, con gli operai del presidio. L’impegno del Governo per salvaguardare i livelli occupazionali e garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti è massimo e confidiamo in una soluzione positiva”.

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