Il 'Progetto Homeless' compie 7 anni: "Servizio essenziale per la città"

Presso la struttura di Porta a Mare nel 2015 assistite 931 persone, di cui 302 italiani. Il 21% sono pisani. Il direttore Sds Cecchi: "Il contrasto alle disuguaglianze è assistenza alla salute delle persone"

Aumentano i senza fissa dimora, con interessati sempre più gli anziani ed i giovani. In crescita anche italiani e pisani. Per questo gli operatori del 'Progetto Homeless', progetto che ha nel centro accoglienza di via Conte Fazio il suo punto di riferimento, riaffermano la necessità di salvaguardare ed investire sul sistema di assistenza e la sua integrazione con la città, anche in vista dell'applicazione della riforma sanitaria regionale.

Il 21 marzo 2016 saranno 7 anni di attività per la struttura, composta da un asilo notturno con 34 posti letto, centro diurno, sportello d'ascolto e base per molti altri progetti. Un avvio difficile, poi il successo: "All'inizio il quartiere - racconta la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi - non era molto disponibile, poi con la qualità del lavoro il conflitto è scomparso. La sfida di oggi è credere nella comunità e convincere gli amministratori ad investire sul territorio, nella prevenzione: è meglio fare meno grandi opere e concentrarsi di più sulle persone".

Per celebrare la ricorrenza e sensibilizzare la cittadinanza sono previste due iniziative: la 'Cena dei senza fissa dimora' e la mostra fotografica 'Faccia a faccia con l'altro'. "La cena è un messaggio importante per stare insieme - sostiene la Capuzzi - la crisi economica c'è, ma gli stessi principi valoriali si sono un po' persi. La politica deve tornare a dare risposte alle persone, cioè ai loro bisogni. Da qui il resto è una conseguenza".

senzatetto homeless 5-2"Il 'Progetto Homeless' - afferma Giuseppe Cecchi, direttore della Sds - ha due ulteriori aspetti: genera nuove iniziative sociali ed è osservatorio utile a programmare le politiche locali. Il contrasto al disagio sociale è un'assistenza sanitaria, non si deve pensare per comparti di competenza. Circa 11 milioni di italiani non si curano perchè non hanno soldi, l'attenzione su povertà e salute deve essere alta, così come salvaguardare le scelte fatte come questo progetto. Sono preoccupato, si può far presto a smontare tutto con una decisione sbagliata".

Tutto è partito dal 1997, oltre 20 anni di 'Progetto Homeless', e le novità in corso di valutazione sul lato sanitario-organizzativo possono influire sul servizio. Alberto Grilli, presidente cooperativa sociale 'Il Simbolo': "Se al sindaco non arrivano rotture di scatole dai senzatetto è contento, no? I problemi fra Porta a Mare e Stazione ci sono, ma qua creiamo valore, se non diamo una risposta poi si va peggio. I risultati di 'redditività', come si dice oggi, ci sono. Sono preoccupato dalle logiche aziendalistiche, la Sds è chiamata a prendere decisioni importanti nelle prossime settimane. Questo è un luogo aperto, qua gira tanto disagio ma non è percepito come pericolo, questo vale più di tante parole".

Sull'essenzialità del ruolo del 'Progetto Homeless' il vicepresidente di Arnera Fabrizio Mariani spiega che "il nostro è un sistema modulare che si prende cura delle persone che hanno magari difficoltà passeggere, ci sono anche persone insospettabili, che fino a ieri avevano casa e lavoro. Siamo a contatto con situazioni a rischio, facciamo contenimento delle criticità. Avremo un convegno nazionale a Pisa il 15 aprile con Regione e Anci, per le buone pratiche sull'alta marginalità".

I DATI. Sono in media 266 le persone senza dimora a Pisa, 142 stranieri e 124 italiani. Il numero è in costante aumento da alcuni anni, +46% rispetto al 2008, per un incremento medio annuo che dopo il biennio 2008-2010 (+14,6%) negli ultimi 5 anni si è attestato attorno al 2,6%, in linea con gli aumenti Istat. "Per quanto affidabile si tratta di una stima - spiega Antonio Minghi della Sds - fatta incrociando numerosi dati. Negli ultimi anni vediamo meno spesso le stesse persone, cambiano più velocemente ed è difficile anche capire chi poi esce dai percorsi assistenziali, perché appunto si spostano molto. Vediamo però un'inversione di tendenza: prima c'erano pochi giovani e anziani senza fissa dimora e più nelle fasce centrali d'età, ora questa curva si sta invertendo".

Complessivamente nel 2015 sono state 931 (302 italiani e 629 stranieri) le persone entrare in contatto con la struttura di Porta a Mare. Dei 302 italiani entrati in contatto con le attività del Centro, circa il 21% sono nati a Pisa, il 19% in altre città della Toscana e il restante 60% proviene da altre regioni, soprattutto del sud Italia. Per quanto riguarda invece i 629 utenti stranieri, essi provengono soprattutto dall’est europeo e dal nord Africa: Romania e Tunisia i paesi più rappresentati.

Nel 2015 si registra anche un aumento dei servizi erogati e dei materiali distribuiti sia nel centro sia nelle attività di strada: 21.366 colazioni, 2.506 docce, 9.249 kit per l’igiene personale, 9.360 cene in struttura e 6.240 in strada, 644 lavatrici e 203 sacchi a pelo per l’emergenza freddo.

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APPUNTAMENTI. Il primo è per la 'Cena dei senza dimora' del 21 marzo alle 20, al Circolo Alberone (via Sant’Agostino 199). La cena sarà gratuita e verrà preparata e servita dai ragazzi dell'Istituto Alberghiero 'Matteotti' di Pisa. Il menù prevede: farro ai sapori mediterranei, mezze maniche pasticciate vegetariane, sformato di polenta con cuore di formaggio, piselli stufati con porri, crostata di confettura. Nel corso della serata saranno proiettati due video: il primo sul progetto 'Housing First', che ha permesso a Pisa di dare una abitazione a due persone senza dimora; il secondo racconta l'esperienza del 'Progetto Periscopio', attivato dalla Società della Salute della zona pisana che ha coinvolto in laboratori di falegnameria, riciclo, pittura e teatro persone in condizione di estrema marginalità.

I festeggiamenti continueranno il 31 marzo al centro aggregativo giovanile 'Spaziobono19' in piazza Sant’Omobono, dove alle 17 sarà inaugurata la mostra fotografica di Cristiano Marini 'Faccia a faccia con l’altro', con le foto realizzate nell'ambito dei laboratori del Progetto Periscopio. Saranno esposte fino al 15 aprile.

Alla cena sono attese circa 250 persone: non solo homeless, ma anche volontari, operatori e, soprattutto, tanti amici che potranno prenotarsi inviando un sms o messaggio Whatsapp al 3371094241 oppure inviare una e-mail a prenotazionecena@progettohomeless.it (è necessario precisare nome e cognome, numero di telefono e indirizzo e-mail).

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