Riqualificazione di Piazza San Paolo: "No al taglio di altre piante di tiglio"

Gli ambientalisti contro il progetto presentato dal Comune: "Si prevede il taglio di 25 piante, ma non più di una decina ha difetti importanti"

La futura piazza San Paolo

Gli ambientalisti contro il progetto di riqualificazione di piazza San Paolo a Ripa d'Arno presentato nei giorni scorsi dal Comune. Il progetto prevede infatti il taglio di almeno 25 piante "che in futuro - scrivono il Wwf Toscana e la Lipu di Pisa - potrebbero diventare 40. Ci chiediamo: sono state proprio valutate tutte le alternative per evitare il taglio?".

Gli ambientalisti mettono in dubbio le indagini svolte per valutare la stabilità degli alberi ed in particolare la tecnica del V.T.A  (Visual tree assessment). "I tigli della piazza sono piante mature ma non più di  una decina ha difetti importanti, mentre la percentuale di alberi prossimi all’abbattimento potrebbe incidere pesantemente sull’aspetto storico della piazza e naturalmente sui benefici ecosistemici che solo le piante di una certa età possono offrire in abbondanza. Con la sola tecnica del V.T.A., una metodologia di indagine visiva per valutare la stabilità degli alberi, e senza strumenti professionali non è possibile valutare obiettivamente lo stato di pericolosità di una pianta ed essa non può individuare ed eliminare ogni situazione di rischio, anche perché, così come sancito da diverse sentenze di Tribunali Europei, non si riesce a prevedere se una pianta potrà sradicarsi in futuro per condizioni eccezionali come un temporale o ad una bufera, fenomeni che devono essere presi in considerazione come avvenimenti ineluttabili ed imprevedibili".

"Tutto questo - proseguno le associazioni ambientaliste - non deve costringere a rimuovere una pianta per il solo fatto che abbia dei rami sporgenti e grossi oppure che sia inclinata o abbia un tronco cavo. Una visione contraria porterebbe a far sì che tutti i rami o le piante, anche se sani, debbano essere tagliati poiché vi è almeno il pericolo teorico che questi possano schiantarsi. Ma un obbligo di così ampia portata  toglierebbe agli alberi l'importanza che spetta loro per motivi ambientali e paesaggistici".

"Dobbiamo sempre ricordare - concludono Wwf e Lipu - che gli alberi sono fonte di benessere ecologico, bellezza e importante risorsa del paesaggi. A questo proposito ci chiediamo: quali azioni sono state fatte per conservare con ogni scrupolo le piante monumentali cittadine, come, per fare solo qualche esempio, il platano gigantesco del giardino Scotto o i numerosi 'patriarchi' presenti alle Piagge, all’Orto Botanico, nelle tenute di Tombolo e S. Rossore e in alcuni parchi privati?"

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