Consiglio Comunale: 600mila euro destinati al Pisa per i lavori del 2016

Approvata la modifica del Programma triennale lavori pubblici 2019-2021. L'assessore Latrofa: "Si doveva sistemare con chiarezza questa vicenda ereditata, in assenza di convenzione con la società"

Dopo un'accesa discussione ieri, 28 marzo, il Consiglio Comunale ha approvato con i 19 voti favorevoli della maggioranza la modifica del programma triennale lavori pubblici 2019-2021 con la previsione di stanziare 612mila euro (502 più Iva) per la copertura dei lavori che il Pisa, tramite l'intervento poi eseguito da Ngm, fece nel 2016 per mettere a norma l'Arena Garibaldi e poter giocare le partite in casa del campionato di serie B 2016/2017.

La vicenda è complessa e incide non solo sulla contabilità del Comune, ma anche sui rapporti fra Palazzo Gambacorti e la società nerazzurra. Non solo infatti l'amministrazione, come ha spiegato l'assessore Raffaele Latrofa, ha voluto chiudere la questione rimasta in sospeso per anni, ma la decisione è anche di fatto una base di ripartenza da cui poter discutere con la società nerazzurra della convenzione per la gestione dello stadio, atto che infatti manca ormai dall'agosto 2016.

Le stesse opposizioni hanno sostenuto la correttezza di dover pagare quanto dovuto - il Comune è proprietario dello stadio e i lavori previsti, di natura straordinaria, spettavano all'ente - ma dall'altra hanno posto dei dubbi sul se ci sia qualcosa da pagare, sul metodo e sul quantum previsti nella delibera. La natura stessa di questa spesa di bilancio è apparsa incerta: nella delibera si parla di 'contributo', in aula si è parlato di 'debito', ed infine nella richiesta di chiarimenti, fatta al vicesegretario comunale dalle stesse opposizioni, è stato attestato che si tratta di 'rimborso di lavori fatti'. Le varie singole figure richiedono diverse procedure di approvazione, hanno ribadito i dubbiosi Pd, Diritti in Comune e M5S, ma alla fine il voto ha chiuso - per il momento - la partita.

L'assessore Latrofa ed i consiglieri comunali intevenuti hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla situazione odierna. Con i rispettivi giudizi nessuna delle due parti ha convinto l'altra ed alla fine hanno pesato i numeri e la volontà politica sostenuta da assessore e maggioranza. Alla base c'è una diversa valutazione di quanto previsto dall'atto unilaterale d'obbligo firmato dal Pisa di Corrado il 14 giugno 2017, atto con cui si accettava il canone dello stadio di 105mila euro all'anno, cifra che sarebbe stata da porre in compensazione con i soldi spesi per le manutenzioni straordinarie, poi certificate in 502mila euro più Iva. Questo stesso atto, ha annunciato Latrofa, "è al vaglio dell'avvocatura generale". Per l'amministrazione c'è quindi da capirne legittimità ed efficacia, in quanto "in quel caso quell'atto lo ha dovuto scrivere il Pisa stesso, perchè il Comune quel processo non lo ha governato". Insiste poi Latrofa: "Io il caso quando mi sono insediato l'ho trovato fermo da due anni, nonostante ci fosse scritto nell'atto che 'al piu presto' si doveva firmare la convenzione. Da lì ho capito che il Pisa ha fatto i lavori che doveva pagare il Comune e che il Comune avrebbe restituito 105mila euro l'anno con il canone. In pratica una rata decisa dal Pd". 

L'assessore ripercorre la previsioni precedenti: "Con la gestione precedente il Pisa pagava, con convenzione regolare approvata dal Consiglio, circa 6mila euro annui, ma poi c'era il contributo di quasi 70mila euro all'anno del Comune. Lo fanno molti in Italia, purtroppo. Poi si passa al regime transitorio, c'erano da fare questi lavori per 500mila euro più Iva, e si disse che per farli celermente, evitando i tempi delle amministrazioni, li avrebbe dovuti fare la società, con poi lo scomputo dal canone. Così è stato fatto, il canone però non è derivato da nessuna stima reale. Io mi sono informato sui canoni per la serie C, ma anche di B, e le cifre sono molto diverse per città e squadre comparabili al Pisa: si va dai mille ai 18mila euro". 

In ultima analisi Latrofa ha quindi precisato che "se in passato all'anno il Pisa faceva un attivo di circa 60mila euro all'anno, noi non lo vogliamo più fare. Con questo atto affermiamo la volontà di restituire i 502mila euro piu Iva. Sottolineo che il Comune fino a questo momento in questi anni ha fatturato 10mila euro all'anno, non ha fatto nessuno scomputo sul canone dei 105mila. Il Comune non può essersi dimenticato. Questi 600mila euro totali previsti non vengono pagati subito, se li pagheremo. Ora si mettono semplicemente da parte". A decidere le regolazioni sarà quindi la futura convenzione.  

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