Canapisa: il Comune contro le proposte di percorso degli organizzatori

L'amministrazione chiede alla Questura stringenti valutazioni sulla tutela della normativa per la sicurezza e valuta negativamente quanto chiesto dall'Osservatorio Antiproibizionista

Si è riunito oggi, 17 aprile, il Comitato per l'ordine pubblico e sicurezza sulla manifestazione Canapisa. Il vicesindaco Paolo Ghezzi, ricordando che "la Costituzione salvaguarda la libertà di manifestazione", ha sottolineato che "è la Questura l'istituzione titolata a decidere se, in caso di gravi problemi di sicurezza e ordine pubblico, vietare il corteo oppure autorizzarlo con prescrizioni".

Come e forse più degli anni scorsi il corteo antiproibizionista, atteso in città per il 19 maggio, incontra il contrasto dell'amministrazione. "Il Comune di Pisa - ha detto il vicesindaco Ghezzi - ha espresso la contrarietà dell'amministrazione alle modalità con cui si svolge il corteo, chiedendo, conformemente all'OdG approvato dal Consiglio Comunale nel febbraio 2017, una rotazione tra città data la natura nazionale della manifestazione, e sollecitando, con nota scritta del sindaco, anche l'intervento del Ministero".

Il Comune si è anche espresso "decisamente in senso negativo sul percorso proposto dagli organizzatori - ha sottolineato Ghezzi - che prevederebbe la partenza nel quartiere stazione e l'arrivo presso la Cittadella passando dai lungarni. Sarebbe addirittura un peggioramento dell'impatto sulla città e su luoghi vincolati rispetto alle ultime edizioni".

Il Comune ha fatto presente la propria "totale indisponibilità a erogare servizi e a sostenere oneri economici o organizzativi" ed ha chiesto al Prefetto e al Questore di "valutare attentamente tutta la documentazione tecnica prodotta anno dopo anno, da parte della Polizia Municipale e delle altre forze dell'ordine, prima di esprimersi in merito ad ogni ipotesi di percorso".

Un ulteriore problema per gli organizzatori potrebbe essere rappresentato dalle nuove normative sulla sicurezza. Il Comune di Pisa alla Questura ha "richiesto con forza di analizzare e valutare, prima di esprimersi in merito, la compatibilità della proposta con le necessarie misure di sicurezza che, ai sensi della circolare Gabrielli in tema di security e di safety, caratterizzano l'organizzazione di manifestazioni anche di piccole dimensioni e da cui non è possibile prescindere. Infatti dal giugno 2017 a carico di ogni organizzatore ci sono dettagliate e impegnative progettualità da garantire in tema di sicurezza (stewart, vie di fuga, bagni chimici, assistenza sanitaria) proporzionate al numero di persone previste e che costituiscono la base necessaria per l'autorizzazione di ogni evento sul territorio".

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