Litorale, prostituzione sulle dune: bottiglie, fazzoletti e profilattici tra gli arbusti

E' l'esponente dei Cinque Stelle Valeria Antoni a chiedere una presa di posizione al presidente del Parco, preoccupata per i risvolti ambientali del fenomeno

I rifiuti tra gli arbusti

Rifiuti di ogni tipo ma tra i quali spiccano (e inquietano) fazzoletti e profilattici usati. E' il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Valeria Antoni a porre l'attenzione su ciò in cui si è imbattuta la scorsa settimana durante una pulizia delle dune a Calambrone. L'esponente grillina infatti è rimasta spiacevolmente colpita dal fenomeno della prostituzione presente proprio tra gli arbusti delle dune, un fenomeno che, al di là della questione morale e di decoro, può avere conseguenze ambientali rilevanti. Così Antoni ha deciso di scrivere una lettera al presidente dell'Ente Parco Gianni Maffei Cardellini per far presente la situazione.

“Gentile presidente - così scrive Antoni - sono un consigliere comunale eletto nel comune di Pisa nelle file del Movimento 5 stelle, già candidato sindaco nella tornata elettorale del 2013. Con la forza politica che rappresento siamo sempre stati interessati alla attività del Parco, dalla collaborazione agli atti di governo alla promozione di molte attività. La scorsa settimana ho aderito a una delle numerose operazioni di pulizia delle dune nel tratto compreso tra pulizia dune calambrone-2la colonia Regina del mare e la colonia Rosa Maltoni, promossa dall'associazione Reset e coadiuvata da vari gruppi locali. Volevo anzitutto palesarle la preparazione e la disponibilità delle Guardie del Parco, presenti con la giusta autorevolezza nel controllo del territorio e nella salvaguardia del patrimonio compreso fra la linea di riva e le nuove costruzioni. Sono rimasta però impressionata da un fenomeno che già ho avuto modo di riscontrare su altre parti del parco come la via Bigattiera. Mi riferisco in particolare - precisa la pentastellata - al fenomeno di prostituzione che trova luogo negli anfratti retrodunali. Durante il nostro intervento abbiamo trovato numerosi personaggi che andavano e venivano calpestando il delicato equilibrio dell'ecosistema e lasciando nel tempo rifiuti inequivocabilmente legati a questo fenomeno". 

"Sono molto preoccupata per il duplice aspetto sia al fenomeno di costume, fatto salvo che ciascuno usa il suo corpo come meglio crede, ma soprattutto sull'impatto ambientale di queste abitudini. Abbiamo infatti tolto molti sacchi di bottiglie e paratie varie, ovviamente lasciando in loco oggetti igienicamente parlando, più pericolosi. Le chiedo con questa lettera - conclude la Antoni - una presa di posizione forte e decisa, come presidente anche perché il patrimonio arboreo potrebbe non sopportare a lungo questo viavai”.

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