Detenuti bruciano indumenti e lenzuola: sommossa sedata in carcere

Una protesta che ha fatto seguito al suicidio di un detenuto. Il sindacato Osapp torna a denunciare la drammatica situazione del Don Bosco

Mattinata difficile quella di ieri, mercoledì 12 dicembre, all'interno del carcere Don Bosco. Dopo il suicidio la sera precedente di un detenuto, che si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella, ieri mattina, durante la fruizione del cortile passeggi, alcuni detenuti di origine africana, in segno di protesta per la tragedia, hanno messo in atto un tentativo di sommossa, bruciando indumenti e lenzuola, danneggiando il cortile passeggi e lanciando contro le finestre quanto sono riusciti a recuperare ed a divellere dal locale passeggi. Lo rende noto il sindacato Osapp. "Con l’intervento del personale di polizia penitenziaria - sottolinea il vicesegretario regionale Osapp Claudio Caruso - si è riuscito a far rientrare alcuni detenuti, tranne 3, probabilmente i fautori della protesta, i quali dopo una piccola mediazione con il direttore, sono anch’essi rientrati nelle sezioni di appartenenza. Fortunatamente si è evitato che la situazione degenerasse, visto quanto successo lo scorso anno, in occasione di un episodio analogo che mise a serio rischio la sicurezza del penitenziario".

"La carenza di personale di polizia penitenziaria presso la casa circondariale di Pisa è ormai un fatto tristemente noto - denuncia Caruso - si fa fatica in una struttura tanto fatiscente a fare i controlli dovuti e ad adeguare la tecnologia. Sventiamo tantissimi episodi simili, salvando la vita di tanta gente disperata. Questo (il suicidio del detenuto la sera dell'11 dicembre, ndr) è uno di quei casi in cui non ci siamo riusciti, pure impegnando le risorse umane al massimo. Come sindacato da tempo interessiamo l'opinione pubblica e le autorità sui rischi congeniti di un carcere tanto vecchio, dove la pena assume un carattere estremamente afflittivo". "Serve una struttura leggera, con ampi spazi dove poter organizzare delle attività per i detenuti. Serve una struttura che permetta al personale di polizia penitenziaria di svolgere i propri compiti con dignità - prosegue Caruso - altrimenti dovremo abituarci a vedere simili tristi notizie ed allora il fallimento sarà di tutti coloro che potevano intervenire, ma hanno preferito limitarsi a prendere atto di una situazione drammatica e fuori dalle prescrizioni dell'ordinamento penitenziario. Più personale e più risorse, più spazi e più attività per evitare altre tragedie".

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