Moschea, la comunità islamica scende in piazza: sit in sotto il Comune

L'appuntamento è fissato per sabato 13 luglio, alle 18.30: "L'amministrazione ci tratta come spacciatori e delinquenti e calpesta un diritto sancito dalla Costituzione"

Un sit in piazza XX Settembre "per difendere il diritto di costruire un luogo di culto idoneo". E' quello organizzato dalla comunità islamica di Pisa per sabato 13 luglio. L'appuntamento, a cui è invitata tutta la cittadinanza, è fissato per le 18.30 sotto la sede del Comune. Un diritto, quello ad avere un adeguato luogo di preghiera, che secondo la comunità di fedeli "l’attuale amministrazione comunale sta cercando di impedire, calpestando un diritto garantito dalla nostra Costituzione Italiana".

La vicenda è quella che riguarda la costruzione della moschea a Porta a Lucca, da tempo al centro di una lunga e complessa procedura burocratica, terminata, almeno per il momento, il 13 giugno scorso con il diniego, da parte del Comune, del permesso a costruire richiesto dalla comunità islamica a maggio 2016. Una decisione presa dopo che la Soprintendenza ha annullato in autotutela, "per un errore materiale", il parere favorevole all'autorizzazione paesaggistica, dato con alcune prescrizioni il 7 maggio scorso.ù

La questione non sembra tuttavia finita qui, con l'imam di Pisa Mohammad Khalil, che ha già annunciato di ricorrere alle vie legali. "Il nostro avvocato - afferma Khalil - sta lavorando per agire legalmente contro questa che ci sembra un'ingiustizia". Intanto il Comune ha inserito l'area su cui era prevista la costruzione del luogo di culto nella cosiddetta 'variante stadio', con l'ipotesi di realizzare in via del Brennero un parcheggio pubblico

'No moschea': "Manifestazione eccessiva, non c'è un problema di culto"

"La comunità Musulmana - prosegue l'imam - invita il sindaco Michele Conti a spiegare le vere ragioni del diniego, non le spesso sentite scuse. Dal programma  di mandato la questione della costruzione della moschea viene trattata sotto la voce 'Sicurezza', 'Legalità e controllo del territorio': orbene, l'amministrazione comunale tratta la comunità musulmana rappresentata a Pisa da oltre ventisette nazioni, come se questa fosse composta da spacciatori o delinquenti che provocano danni alla città. Non tenendo conto che proprio la nostra associazione, formata nella stragrande maggioranza da persone serie e lavoratrici, plaude le forze dell'ordine quando intervengono su delinquenti di religione musulmana, persone che non hanno mai frequentato la nostra comunità e non la frequenteranno mai".

"Fin da subito - prosegue Mohammad Khalil - la giunta ha iniziato a lavorare contro la moschea, nascondendosi prima dietro ai 'motivi tecnici' passando poi ai parcheggi per il Cus, alla questione paesaggistica e per giungere infine ai parcheggi per lo stadio. Dopo aver avviato una variante, solo sui terreni di proprietà della comunità musulmana e non su quelli limitrofi, nei giorni scorsi, la suddetta è stata ritirata per farne un’altra con lo scopo di sostituire la moschea con i parcheggi del nuovo stadio, senza proporre alla comunità stessa altre soluzioni. La giunta si appiglia a qualsiasi cosa pur di impedire la costruzione della moschea".

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