Ippica, sull'orlo del baratro: anche Pisa si mobilita per San Rossore

La Cgil pisana parteciperà alla manifestazione in programma venerdì a Roma. La Capitale è stata scossa proprio mercoledì dalla chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle. Situazione in bilico per Alfea

L'ippica è in subbuglio già da tempo e la chiusura dell'ippodromo romano di Tor di Valle è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso che rischia di riempirsi delle lacrime dei 400-500 addetti degli ippodromi di tutta Italia, di cui il 70% si trova in cassa integrazione in deroga. Per questo il settore dell'ippica scenderà in piazza venerdì 1 febbraio a Roma. E proprio alla manifestazione nella Capitale sarà presente anche la Cgil pisana, vicina ai lavoratori della società Alfea che gestisce l'ippodromo di San Rossore. "La situazione è drammatica - dicono dalla Cgil - i lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro, non fa eccezione la società Alfea con i suoi 21 addetti che già hanno fatto un periodo di cassa integrazione nel mese di settembre e per i quali si prevede un ulteriore e maggiore utilizzo degli ammortizzatori sociali a partire dal mese di febbraio".

Il costante declino della scommessa ippica nell’assoluta indifferenza degli organi competenti, la conseguente caduta degli investimenti negli allevamenti, la fuga dei proprietari di cavalli, la chiusura o il blocco dell’attività negli ippodromi (Milano, Roma, Napoli, Padova, Merano, Livorno ecc. …), stanno segnando, secondo il sindacato, la drammaticità di una crisi che ha messo definitivamente in ginocchio un intero settore condannando alla disperazione 50.000 famiglie.

"Tutto ciò - dicono dalla Cgil - è la conseguenza delle decisioni assunte dalle Istituzioni competenti preposte a sviluppare 'azioni positive' tese a precostituire condizioni di consolidamento e di sviluppo del settore. Che hanno pensato bene di far seguire al taglio di oltre il 40% delle risorse per il comparto, la non erogazione delle somme dovute per i premi vinti e per le spettanze degli ippodromi fin dal giugno 2012. Come è facile immaginare questo atto sconsiderato, qualora non venisse immediatamente rimosso, rappresenterebbe il colpo di grazia che manda definitivamente in blocco l’intero sistema ippico. Di ciò ne è pienamente consapevole il Ministro Catania che tuttavia non è andato oltre le promesse e gli impegni verbali di soluzione del problema, promesse e impegni ripetuti e sistematicamente smentiti nei fatti".

Così se le cose non cambiano, e in fretta, l'intero settore dell'ippica, Alfea compresa, rischia davvero il collasso.

"Facciamo un appello alle istituzioni locali, in particolare alla Regione Toscana, in quanto proprietaria dell'ippodromo e alle forze politiche del territorio, che ci sostengano nella lotta per salvare l'ippica" concludono con fermezza dalla Cgil, scesa al fianco dei lavoratori di un settore davvero in bilico.

 

 

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